CON O SENZA TE ( #2 Anime in Gioco) di Emiliana de Vico -> Recensione

Autore: Emiliana De Vico
Genere: Contemporaneo
Uscita: 13 aprile 2016
Lunghezza: 163 pagine
Editore: Emiliana De Vico
 E-BOOK: € 2,99 su Amazon e Kobo 
CARTACEO: € 8,94 su Amazon e Kobo 

TRAMA: Lorenza Garbi ha imparato ad accettare la carrozzella di Davide Riva. È diventata una compagna premurosa, sempre attenta ai bisogni del suo uomo. Lo abbraccia inconsapevole di dove finisca il suo corpo e dove inizi la sedia a rotelle. Accarezza pelle e titanio senza accorgersene. La loro è una relazione costruita con difficoltà, rinunce e scontri. Il loro futuro sembra delineato. Lei, assistente sociale, lui campione della squadra di basket su ruote. Eppure basta che Giorgia entri nelle loro vite e la stabilità che hanno conquistato cade a pezzi. E tra loro è tutto da ricostruire.


Lorenza, assistente sociale, ama profondamente Davide, ex professionista di basket, ora su sedia a rotelle a causa di un incidente. Convivono e vivono il loro rapporto in modo turbinoso. Ci sono alti e bassi e alcuni sottilissimi stati d'animo stanno turbando le loro menti. Non possono fare a meno uno dell'altra, ma insieme devono affrontare un problema: Giorgia, una bambina con forti handicap che Davide vuole farle superare con il suo aiuto. I due protagonisti ce la faranno, ma sarà un cammino in salita.
La storia è raccontata, alternativamente, in prima persona dai due personaggi principali e in questo modo il lettore viene a conoscenza dei pensieri di ognuno.
Ho notato che la De Vico ha messo in evidenza la parte psicologica di Lorenza
e Davide, specialmente di lui. Non è facile superare queste fasi di confusione, stati d'animo nervosi, fastidiosi, e anche di malessere fisico e ci sono parole che vengono ripetute, nei loro pensieri, quasi ossessivamente: con o senza te e sempre. Per entrambi sono parole che incidono sul loro comportamento e sulle loro decisioni. A volte sembra che ci sia una autoanalisi, ma gli scontri verbali ogni volta portano a una decisione. E' quando Davide si chiude di più nel suo mutismo che le cose vanno male, ma quando parlano la tensione si appiana. L'amore è il collante che li unisce e che riesce a far continuare questa salita della loro vita. Si amano e il loro amore non ha niente di romantico, è aspro, quasi selvaggio, ma è un grande amore.
Una storia che consiglio di leggere e l'autrice ha un modo di scrivere moderno, i dialoghi sono serrati, stringati come i loro pensieri. Se in un primo momento mi ha lasciata un po' interdetta, alla fine mi è piaciuto. E' molto diretta, ma penso che debba affinare un po' il suo modo di esporre, e dico così forse perché ho una certa età e devo abituarmi a questo nuovo modo di narrare.
Ho trovato alcuni refusi e anche se il libro è scritto in prima persona, l'ho accettato.









SE NON AVETE ANCORA LETTO IL PRIMO LIBRO DELLA SERIE CHE RACCONTA  L'INIZIO DELLA STORIA D'AMORE FRA DAVIDE E LORENZA, POTETE TROVARLO QUI



L'AUTRICE
EMILIANA DE VICO (1973) vive in un paesino nell’entroterra abruzzese, insieme al marito e ai due figli. Laureata in scienze sociali, lavora presso i Servizi Sociali di zona. Appassionata di romance, approccia questo filone dall’adolescenza. Alcuni suoi racconti sono contenuti in antologie della Delos Books a cura di Franco Forte (365 Storie d’amoreSpeciale SFIl Magazzino dei Mondi 2).Vincitrice della terza edizione di “La vie en rose” 2012 con Indaco. Il racconto Rose sui tratturi è stato segnalato dalla giuria del Premio Romance 2013 indetto da Mondadori. Ha scritto diversi racconti per la collana Senza Sfumature di Delos Digital e per Sperling Privè e ha partecipato ad alcune rassegne su questo blog.

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SIMONA LIUBICICH PRESENTA..."LA SIGNORA DEGLI SPIRITI"



SIMONA LIUBICICH, CONOSCIUTA DA MOLTE LETTRICI COME AUTRICE DI ROMANCE STORICI COINVOLGENTI E E SENSUALI, AUTOPUBBLICA IL SUO NUOVO ROMANZO AD ALTO TASSO DI SUSPENSE - LA SIGNORA DEGLI SPIRITI - IN USCITA IL PROSSIMO 2 MAGGIO. LE ABBIAMO CHIESTO DI VENIRE A PRESENTARLO. 
Autrice: Simona Liubicich
Genere: Storico
Uscita: 2 maggio 2016
Lunghezza: 139 pagine
Editore: S.Liubicich su Amazon
Parte di una serie: No
SOLO IN E-BOOK: Euro 1,99 

TRAMA: Londra 1890. Fulham, investigatore della Rowland Inc., si trova coinvolto in un'indagine riguardante la morte di una nobildonna, lady Felicia Duglas Hamilton, moglie di un Pari molto in vista. Apparentemente, sembra trattarsi di suicidio, ma ciò non convince del tutto il giovane lord, tanto che, frugando nello studio della defunta, appassionata di spiritismo, trova qualcosa che riesce a sconvolgerlo, oltre a una bellissima giovane che dichiara di essere una medium e pone i suoi strani "servizi" a disposizione delle indagini. Edward, scettico, dapprima non crede a una sua sola parola, ma ben presto i fatti iniziano a dimostrargli che Winter O'Gorman non è affatto un'impostora. Accadimenti che hanno dell'inverosimile, macabre scoperte e un viaggio in Irlanda, costringeranno Edward e la giovane Winter ad affrontare un percorso pericoloso che va oltre l'immaginazione della mente, in un mondo oscuro e impervio, oltre a qualcosa di molto forte, qualcosa che ha a che fare con il cuore e che li sta legando sempre più, sino al finale rocambolesco.
*****
"Scrivere questo libro non è stato facile. Era la prima volta che affrontavo un ibrido. Già, ibrido, perché è un romance, uno storico, un crime e un paranormal. Un minestrone, vi domanderete… No. Diciamo che sono riuscita a girare bene nel labirinto di una storia particolare, nella quale ho desiderato regalare un tocco diverso, e mi è piaciuto molto farlo. Abbandonato, per il SP, il genere erotico, scrivo rosa, ma con pennellate particolari che mi fanno divertire e spero sia lo stesso con le lettrici. I personaggi sono Edward - già conosciuto per chi ha letto "Ossessione color cremisi" e "Un bacio sotto il vischio" - e Winter, una donna molto particolare che metterà il giovane investigatore davanti a una realtà diversa, un qualcosa in cui non voleva credere. E ci sarà mistero, terrore e amore. Con il lieto fine, d'obbligo."
SIMONA LIUBICICH

LEGGI L'ESTRATTO...
«Io... lo avverto. L'odore della morte aleggia in questa stanza e rivela l'arcano, ciò che è accaduto» rispose, quieta.
         «L'odore della morte?»
         «Sì, milord, intendevo esattamente quello. Perché mi state fissando come se fossi una povera pazza?»
         Edward, travolto da quelle parole pronunciate con flemma indicibile, scoppiò a ridere, ben sapendo che non era certo il momento di mettersi a sghignazzare. Eppure, fu più forte di lui.
         «Mio Dio, milady, voi parlate della morte come fosse un argomento da salotto!»
         La guardò piegare le labbra all'insù, ma quegli occhi sembravano penetrargli dentro l'anima. «La morte è parte di noi, milord. Perché dovremmo relegarla in un angolo recondito della nostra vita? Vita, nascita, morte, fine: tutto un cerchio, tutto un susseguirsi.»
         «Chi siete, davvero, milady?»
         «Sono una sensitiva, milord. Mi occupo di occulto da molto tempo ed ero una cara amica di lady Felicia. So cosa le è accaduto e posso raccontarvelo.»




L'AUTRICE
Simona Liubicich è felicemente sposata con Francesco e ha una figlia di quattordici anni, vive in Liguria in un antico palazzo (si dice sia popolato di spettri). Una vita tranquilla, almeno nei week-end. Ha intrapreso un percorso di studi in lingue straniere e in seguito a conseguito un diploma in infermieristica pediatrica. Ama i libri, dai grandi classici ai super moderni d’oggi. Han scritto “Sfumature del deserto” Gammarò Edizioni 2010, “Seduzione e vendetta” Harlequin Mondadori 2012, “Tentazione e orgoglio” Harlequin Mondadori 2013,“Intrigo e passione” Harlequin Mondadori 2014, "Ossessione color cremisi" Harlequin Mondadori 2015, "Un bacio sotto il vischio" SP 2015 e diversi racconti per Delos Books, ex curatrice editoriale per Delos Digital della sezione erotica ebook dal nome che è tutto un programma, "SENZA SFUMATURE”.
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AMAZON CROSSING : NUOVE USCITE ROMANCE DI APRILE 2016 : TERRI OSBURN E HEATHER BURCH

AMAZON CROSSING, L'ETICHETTA CON CUI IL AMAZON HA DECISO DI ENTRARE NELL'EDITORIA, ANDANDO OLTRE L'ESSERE SEMPLICE LIBRERIA ONLINE O PIATTAFORMA DI VENDITA PER LIBRI DI AUTORI CHE AUTOPUBBLICANO LE PROPRIE OPERE. QUESTO MESE SONO DUE LE USCITE DI STORIE CONTEMPORANEE CHE POTREBBERO PIACERE ALLE LETTRICI CHE AMANO IL ROMANCE.

http://ecx.images-amazon.com/images/I/51JaFJaezzL._SX336_BO1,204,203,200_.jpg
SCRITTO NEL DESTINO (Meant to Be, 2013) di Terri Osburn (pubblicato il 12 aprile 2106) - 1° libro serie Anchor Island - New Adult, contemporaneo

TRAMA: Beth Chandler ha passato tutta la vita tentando di compiacere gli altri. Ha studiato legge per far contenti i nonni. Ha acconsentito a sposare Lucas, il fidanzato maniaco del lavoro, per farlo felice. E, nonostante la fobia per le barche, è salita su un traghetto per conoscere i futuri suoceri e fare contenti anche loro.
Durante un attacco di panico in mare aperto, Beth incontra uno sconosciuto alto e attraente che placa le sue paure… e le fa battere il cuore allo stesso tempo. Ben presto Beth ha una nuova ragione per andare nel panico: il suo bellissimo salvatore dagli occhi azzurri altri non è che il fratello di Lucas, Joe. Ma lei non potrebbe mai lasciare il fidanzato… Anche se l’attenzione di Lucas è più concentrata sul diventare socio dello studio legale che sulla la loro relazione. E se Joe fosse tutto ciò che Beth non sapeva di aver sempre voluto?
Emozionante e coinvolgente, Scritto nel destino è la storia di una donna divisa tra le sue responsabilità nella grande metropoli e i piaceri che ha da offrire una piccola cittadina. (pp.399 - € 3,18 ebook - €9,99 cartaceo )
Giudizio di Anne Elliot: Consiglio questo romanzo a chi piacciono le storie ambientate nelle piccole comunità in cui si conoscono tutti, come in questo caso è Anchor Island. E' una storia vivace, piacevole con molta tensione sensule dovuta al fatto che la protagonista, Beth, va sull'isola per vedere dov'è nato il suo fidanzato troppo dedito al lavoro, Lucas, e finisce per trovare le vere affinità elettive con il di lui fratello Joe, che farà molta fatica a gestire la sua attrazione per la fidanzata del fratello. Una storia d'amore leggera, divertente, dolce, che vi farà sorridere e desiderare di leggere atri libri ambientati a Anchor Island. Interessante (4/5).   
Se ti interessa questo libro lo puoi trovare QUI.


http://ecx.images-amazon.com/images/I/41U3lN3NTyL._SX332_BO1,204,203,200_.jpgUN NASTRO COLOR LAVANDA (One Lavender Ribbon, 2104) di Heather Burch (pubblicato il 19 aprile 2106) - Contemporaneo

TRAMA:  Come può una pila di lettere d’amore scritte da un eroe della Seconda Guerra Mondiale, e rimaste nascoste per tanto tempo, ispirare una donna dal cuore spezzato a ricominciare ad amare?
Sconvolta da un brutto divorzio, Adrienne Carter lascia Chicago e si rifugia nel sole, nella sabbia e nella bellezza della Florida meridionale, buttandosi a capofitto nella ristrutturazione di una vecchia casa sulla spiaggia in stile vittoriano, ormai fatiscente. Subito dopo avere iniziato i lavori, scopre una scatola di latta nascosta in soffitta, che racchiude le commoventi lettere scritte da un paracadutista della Seconda Guerra Mondiale a una giovane donna, che aveva vissuto nella casa oltre mezzo secolo prima.
Le vecchie lettere, incredibilmente poetiche e romantiche, trascendono il tempo e suscitano in Adrienne una curiosità che la porta a ricercare il loro autore. William “Pops” Bryant è oggi un uomo anziano che abita in un paese vicino insieme a Will, il suo affascinante ma iperprotettivo nipote. Man mano che Adrienne comincia a svelare i segreti delle lettere, e dei Bryant, scopre di non essere ancora disposta a rinunciare del tutto all'amore. (pp.368 - € 3,99 ebook - €9,99 cartaceo )
Giudizio di Anne Elliot: lettere che portano alla luce una storia d'amore che trascende il tempo e che dà alla protagonista la voglia di non rinunciare a questo sentimento. Due belle storie d'amore al prezzo di una, in cui quella del passato mi ha coinvoltapiù di quella del presente. Oltre ad esplorare le varie facce dell'amore, l'autrice si sofferma volentieri sui legami familiari. Piacerà particolarmente a chi ama le storie di guerra, ma lo apprezzeranno in molte. Interessante ( 4/5).   
Se ti interessa questo libro lo puoi trovare QUI.

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TI INTRIGANO LE TRAME DI QUESTI LIBRI E TI PIACEREBBE LEGGERLI? LI HAI GIA' LETTI? COSA NE PENSI? SCRIVI IL TUO COMMENTO AL LIBRO E CONTRIBUISCI ALLA DISCUSSIONE.



FLUMERI E GIACOMETTI PRESENTANO..."QUESTONE DI PELLE"


SULLA SCIA DELLE COLLEGHE AMERICANE, ANCHE MOLTE SCRITTRICI NOSTRANE STANNO INTRAPRENDENDO LA STRADA DELLA PUBBLICAZIONE 'INDIE'. ELISABETTA FLUMERI E GABRIELLA GIACOMETTI HANNO DECISO DI AUTOPUBBLICARE IL LORO ULTIMO ROMANZO "QUESTIONE DI PELLE" CHE ESCE OGGI. ABBIAMO CHIESTO ALLE AUTRICI DI VENIRLO A PRESENTARE SULLA NOSTRA BIBLIOTECA.

Autrice: E.Flumeri e G.Giacometti
Genere: Contemporaneo
Uscita: 25 aprile 2016
Lunghezza: 107 pagine
Editore: Flumeri & Giacometti

SOLO IN E-BOOK: Euro 0,99

TRAMA: Francesca lo ama da sempre, ma Andrea è il figlio del padrone della conceria dove suo padre lavora come operaio. Per lei è un amore impossibile, un amore da dimenticare.
Ma dieci anni dopo, al suo ritorno, Andrea non ritrova la ragazzina che gli preparava filtri d’amore, bensì una donna bellissima, la chimica di punta dell’azienda di famiglia, la fidanzata di suo cugino.
La passione divampa come un incendio inestinguibile.
Francesca per lui è disposta a tutto….
… anche a subirne il disprezzo.  Un triangolo esplosivo.
Un amore travolgente. Un amore a cui non si può dire no. Perché l’amore è … QUESTIONE DI PELLE

*****
Non possiamo negarlo, il nostro ritorno nell’editoria è stato all’insegna della “romantic comedy”. Per due ragioni: l’amore per il genere ( chi non ha sognato e riso con Rock Hudson & Doris Day?) e la fuga dal melò, che ci era stato praticamente imposto dai lunghi anni di lavoro nelle serie tv.
Avevamo voglia di leggerezza. E così è stato.
Ma poi, inaspettatamente, arriva il momento che del melo senti la mancanza, hai voglia di tuffarti di nuovo in maniera prepotente nelle passioni travolgenti, nel dramma, nell’intrigo, di abbandonare i colori pastello e tornare alle tinte forti.
Hai voglia di cambiare pelle – a proposito – per un po’. È il bello di questo meraviglioso lavoro: sperimentare, rimpastare, provare nuove strade, rivisitare quelle già percorse, ma sempre con l’obiettivo di divertirsi e di crescere insieme (si cresce sempre, sapete? È quello che ci hanno insegnato trent’anni di lavoro fianco a fianco). “Insieme” per noi è la parola che vale, quella che ci ha cambiato la vita, come recita lo slogan della campagna della Treccani #leparolevalgono. Non a caso quella che conclude il romanzo.
Da tutto questo nasce “Questione di pelle”.
Cercavamo un’ambientazione particolare, che potesse essere la giusta cornice per una storia melò. E, mentre facevamo “zapping” su internet, abbiamo scoperto un mondo: la valle del Chiampo, nel vicentino, il distretto italiano della pelle, un microcosmo unico e affascinante.
Poi abbiamo messo insieme gli elementi che del melò più ci affascinano e ci coinvolgono: le passioni che durano una vita “against all odds”, come nella canzone di Phil Collins, il riconoscimento, l’equivoco che scatena il dramma, l’inganno dove mai te lo aspetteresti. Una lei come quelle che piacciono a noi: una donna con una passione a cui si dedica fino in fondo ma che non si nasconde la forza dei sentimenti, per i quali è pronta a mettere in gioco tutto.
Un lui alpha (ebbene sì, anche a noi piacciono da morire!) ma non solo muscoli e testosterone. Un uomo capace di scoprire e riconoscere le corde della sua sensibilità, i suoi errori, la forza dei sentimenti a trecentosessanta gradi.
E a questo punto ci eravamo dentro con tutte le scarpe! Non ci resta che sperare che capiti lo stesso anche a voi, se vi lascerete prendere per mano dai nostri protagonisti e condurre lungo la strada di una  passione che nasce all’ombra dei castelli di Giulietta e Romeo. Quale migliore auspicio potevamo  augurarci?
ELY & GAB

LEGGI L'ESTRATTO...
Stava succedendo. Neppure nel più audace dei suoi sogni lo avrebbe immaginato. Andrea la stava corteggiando. Stava corteggiando lei, Francesca. Anche se non l’aveva riconosciuta. Quando se lo era ritrovato di fronte era rimasta letteralmente impietrita. Poi lo champagne l’aveva aiutata a reagire alla timidezza, all’incredulità, alla gioia che l’aveva paralizzata. E anche adesso, mentre lo guardava tornare verso di lei con in mano una bottiglia e due calici, non riusciva a credere che stesse accadendo. Come in Sabrina. Tutto il resto scompariva, non contava più. Andrea la raggiunse e le tese uno dei calici.
«Ho pensato che fosse più comodo prendere direttamente una bottiglia» le disse sorridendo e versandole lo champagne. «Brindiamo ». La guardò intensamente negli occhi:«A noi.
Francesca ebbe l’impressione di naufragare in quelle iridi cangianti. «A noi »mormorò sollevando il bicchiere. Sedettero sul bordo della fontana, bevendo e ascoltando in silenzio il suono lieve e ipnotico dell’acqua.
«Parlami di te, Francesca » disse poi Andrea.
Lei si irrigidì. Distolse lo sguardo.
«Non c’è molto da dire. La mia non è una vita particolarmente interessante.»
«Per me lo è» dichiarò lui.
Cosa rispondergli? L’alcol la faceva sentire leggera, sospesa in una dimensione a metà strada tra il sogno e la realtà. Dove poteva essere una se stessa sconosciuta, capace dei gesti più audaci. Dove anche l’impossibile diventava possibile.
«Dimmi di te, invece… » gli sfiorò un braccio e quel contatto la fece fremere.
Lui avvicinò il viso a quello di lei, tanto che Francesca poté sentire il calore e il profumo del suo respiro.
«Ho una proposta da farti» la sua voce era bassa e carezzevole. «Perché non dimentichiamo la vita vera per questa sera? Mi sembra che nessuno dei due abbia voglia di parlarne… »
Francesca emise un lieve sospiro, inebriata da quella vicinanza, dall’elettricità che percepiva tra di loro, da quella bocca adesso così vicina alla sua.
«Proposta accettata» sussurrò. Poi chiuse gli occhi, sapendo quello che sarebbe accaduto e desiderandolo con tutta se stessa. Sentì la bocca di lui sulla propria come quel giorno lontano di tanti anni prima, ma ora Andrea non si limitò a sfiorarla, la cercò, la assaggiò, sollecitando la sua risposta. Francesca dischiuse le labbra e rispose a quel bacio tante volte immaginato. Un bacio dolce ed esigente al tempo stesso. Dapprima lento, poi sempre più profondo e appassionato. Le braccia di lui si chiusero intorno a lei e Francesca si lasciò andare a quella stretta, alla carezza delle sue mani che la sfioravano con dolcezza, facendo vibrare le sue corde più profonde. Un bacio interminabile, che li lasciò senza fiato. Quando alla fine si staccò da lui, Francesca dovette aggrapparsi alle sue spalle perché le girava la testa e non era sicura che le gambe riuscissero a sostenerla. Lui la tenne contro di sé e le mormorò sulle labbra:
«Vieni con me, Francesca. Voglio fare l’amore con te tutta la notte, voglio sentirti gridare il mio nome, voglio dimenticare tutto tra le tue braccia… »
Quante volte aveva sognato di sentirgli dire quelle parole! Sollevò su di lui uno sguardo smarrito, febbrile, traboccante di passione. Gli prese il volto fra le mani e lo attirò a sé. E questa volta fu lei a cercargli la bocca.
Il futuro non esisteva più. L’unica cosa che contava era il presente, le labbra di lui, il suo sapore, le sue mani che la accarezzavano possessive. Si lasciò andare senza riserve. Mai avrebbe pensato di poter essere così audace, ma il suo corpo lo cercava, travolto dal disperato bisogno di lui. Mai avrebbe creduto che si potessero provare sensazioni simili. Che il cuore potesse accelerare i battiti fino a darle l’impressione di voler esplodere. Che le gambe fossero improvvisamente incapaci di sostenerla. Che l’eccitazione potesse propagarsi come un incendio inarrestabile in ogni centimetro della sua pelle.
Andrea lo intuì e la attirò contro di sé, facendole avvertire tutta la forza del suo desiderio, poi le sussurrò all’orecchio, in un sospiro bollente:
«Andiamo nella mia stanza, prima che perda del tutto il controllo, non credo di riuscire a resistere per molto…»
È sbagliato. Non devo. Non posso.
Ma la voce della ragione, della coscienza o di quello che fosse era flebile e rimase inascoltata. Francesca si perse negli occhi di lui. Voleva solo abbandonarsi a quello che aveva sognato per tutta la vita. Nemmeno per un secondo pensò di rifiutare. Con uno sforzo, Andrea si staccò da lei e la prese per mano.
«Vieni» le disse solo.
Lo seguì, la mano stretta nella sua, incurante degli sguardi che si posavano curiosi su di loro mentre attraversavano il grande salone per tornare nella hall dell’albergo. Le sembrava non di camminare ma di sfiorare appena il pavimento, come se si muovesse in una dimensione fiabesca, prigioniera di un sogno meraviglioso che avrebbe voluto non finisse mai. Dal quale non voleva svegliarsi. Andrea la desiderava. Solo questo contava.
Non sapeva neppure lei come si erano ritrovati nella sua suite. Sentiva solo l’urgenza di lui. La voglia devastante di fare l’amore con l’uomo che era da sempre protagonista dei suoi sogni. Senza lasciarla un secondo, Andrea richiuse la porta alle sue spalle, poi la strinse a sé. Le sue labbra le mordicchiarono il lobo dell’orecchio strappandole un gemito, poi scesero lungo il collo sottile lasciando una traccia bollente, per soffermarsi nell’incavo del collo, mentre con le mani faceva scivolare giù le spalline dell’abito.
«Che bella sei…» mormorò con voce roca, guardandola con passione.
Neanche nei suoi sogni più arditi Francesca aveva immaginato che lui pronunciasse quelle parole con quella luce bruciante negli occhi. Il leggero abito di seta le scivolò ai piedi e Andrea
si chinò a baciarle i seni, circondando con le labbra i capezzoli rosei e succhiandoli avidamente. E lei si aprì al suo desiderio, affondò le mani nei suoi folti capelli scuri e, fremendo, desiderò che lui scendesse giù, sempre più giù fino al centro della sua femminilità. Non si era mai offerta così spudoratamente, eppure con lui sentiva di poterlo fare. Di volerlo fare. Vibrava al tocco delle sue labbra, della sua lingua.
«Non ti fermare. Ti prego, non ti fermare…» lo supplicò, la voce intrisa di passione.
Andrea sollevò la testa. Un sorriso sensuale illuminò i bei lineamenti maschi.
«Ho appena iniziato» le sussurrò. «Stasera voglio farti volare…»





LE AUTRICI
 Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti sono da anni una collaudata coppia creativa. Esordiscono come autrici di romanzi rosa e fotoromanzi, per poi passare a scrivere per la radio, la pubblicità e le riviste per ragazzi. Pubblicano anche diverse guide per gli Oscar Mondadori e successivamente lavorano come sceneggiatrici televisive di lunga serialità, affrontando generi diversi, dalla commedia al sentimentale, dal legal al dramma in costume. Nello stesso tempo operano come editor e supervisori di fiction tv e tengono corsi di scrittura creativa per insegnanti e alunni delle scuole elementari e medie superiori.
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"ROSS POLDARK" DI WINSTON GRAHAM TORNA IN VERSIONE INTEGRALE (SONZOGNO)

CHI DI VOI RICORDA IL FAMOSO SCENEGGIATO 'POLDARK' BBC DEGLI ANNI '70 E LA TRAVAGLIATA STORIA D'AMORE FRA ROSS POLDARK E DEMELZA AMBIENTATA NELLA CORNOVAGLIA DI FINE '700? 
NEL 2015 LA BBC HA FATTO UN ATTESO REMAKE E ORA LA SONZOGNO PUBBLICA (IL 5 MAGGIO) IN VERSIONE INTEGRALE "ROSS POLDARK", IL PRIMO ROMANZO DELLA FORTUNATA SAGA DI WISTON GRAHAM. UN'OCCASIONE D'ORO PER CHI AMA I ROMANZI STORICI E SOPRATTUTTO A CHI QUESTA SAGA E' RIMASTA NEL CUORE DOPO AVERLA VISTA IN TV. 

Cornovaglia, 1783. Ross Poldark, figlio di un piccolo possidente morto da poco, torna a casa, esausto e provato, dopo aver combattuto per l’esercito inglese nella Rivoluzione americana. Ora è un uomo maturo, non più l’avventato ed estroverso ragazzo che aveva dovuto abbandonare l’Inghilterra per problemi con la legge. Desidera soltanto lasciarsi il passato alle spalle e riabbracciare la sua promessa sposa, la bella Elizabeth. La sera stessa del suo arrivo, però, scopre che, anche a causa di voci che lo davano per morto, la donna sta per convolare a nozze con un altro uomo. Non solo: Nampara, la casa avita, si trova in uno stato di abbandono, cui ha contribuito anche una coppia di vecchi servi, fedeli ma ubriaconi. Devastato dalla perdita del suo grande amore, Ross decide di rimettere in sesto Nampara e di concentrarsi sugli affari che il padre ha lasciato andare a rotoli, tornando a coltivare le terre e lanciandosi nell’apertura di una nuova miniera. Viene aiutato dall’affezionata cugina Verity, dai due servi e da Demelza, una rozza ma vivace ragazzina che ha salvato da un pestaggio e che, impietosito, ha preso a lavorare con sé come sguattera. Nella terra ventosa di Cornovaglia – aspra quanto la vita dei suoi minatori, percorsa dai fremiti di nuove sette religiose e afflitta da contrasti sociali – si intrecciano i destini dei membri della famiglia Poldark, primo fra tutti il forte e affascinante Ross, ma anche della gentile Verity, di Elizabeth, tormentata da segrete preoccupazioni, e di Demelza che, diventata una bellissima donna, è determinata a conquistare il cuore dell’uomo che le ha cambiato la vita. (Traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini, pp. 432, € 18.50 – ebook €9.99)




LA SERIE TV
Poldark è una serie televisiva britannica, sceneggiata da Debbie Horsfield a partire dai primi due romanzi sulla saga dei Poldark, Ross Poldark (1945) e Demelza (1946), scritti da Winston Graham e trasmessa in prima visione su BBC One a partire dall'8 marzo 2015. Già tra il 1975 e il 1977, fu realizzata una serie di due stagioni che andò in onda in oltre 40 paesi, divenendo una delle serie televisive britanniche di maggiore successo di tutti i tempi. In Italia, fu trasmessa per la prima volta da Rai 2 in prime time nel 1978: la prima puntata andò in onda il 30 giugno di quell'anno. La serie è stata poi replicata nei primi anni Ottanta da Canale 5.. (fonte: Wikipedia)

LA SERIE DEL 1975


LA SERIE DEL 2015


L'AUTORE
Winston Graham (1908-2003), nato a Manchester e trasferitosi a diciassette anni a Perranporth in Cornovaglia, è stato un noto e prolifico romanziere inglese, famoso principalmente per la saga Poldark e per il thriller Marnie, portato sul grande schermo da Alfred Hitchcock. Questo è il primo dei dodici romanzi della fortunata serie ambientata tra il 1783 e il 1820, che con 40 edizioni internazionali e milioni di copie vendute rappresenta un vero e proprio classico tra i romanzi storici. La saga ha avuto due adattamenti televisivi di straordinario successo, entrambi prodotti dalla BBC: la prima volta nel 1975, con una serie tv trasmessa anche in Italia; la seconda nel 2015. Questa è la prima traduzione integrale pubblicata in Italia.

CONOSCI LA SAGA DEI POLDARK? HAI VISTO LA SERIE TV? COSA PENSI DELLA RIEDIZIONE DI QUESTI LIBRI? PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE.



"NESSUN PENTIMENTO" IN VERSIONE INTEGRALE !



CARISSIME, COME PROMESSO ECCOCI QUI A CONFERMARE CHE NESSUN PENTIMENTO DI KYLIE SCOTT E' FINALMENTE DISPONIBILE NELLA SUA VERSIONE ORIGINALE, SENZA PIU' TAGLI E CAMBIAMENTI, E AL MOMENTO  SU AMAZON, E GLI ALTRI STORES ONLINE, UN'OCCASIONE ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE! SE NON L'AVETE ANCORA LETTO, PERCHE' E' UN LIBRO CHE MERITA (VEDI QUI), SE L'AVETE LETTO NELLA PRIMA VERSIONE TAGLIATA E RIMANEGGIATA, PERCHE' QUESTA E' INVECE MOLTO VICINA ALL'ORIGINALE E...COME DICE LA NOSTRA KEIKO...VI SEMBRERA' DI LEGGERE UN ALTRO LIBRO! SPARITE LE SCENE INVENTATE, RESTITUITE ALLA STORIA QUELLE TAGLIATE. INSOMMA POTRETE GODERE DELLA LOVE
STORY TRA JIMMY FERRIS, SEXY LEADER DEL STAGE DIVE E LA VIVACE LENA COSI' COME E' STATA VERAMENTE CONCEPITA DALLA SUA AUTRICE. UNA BELLA LETTURA PER QUESTO WEEKEND LUNGO, NON FATEVELA SCAPPARE!
LA NUOVA VERSIONE IN EBOOK E' ANCHE DISPONIBILE SUGLI ALTRI STORE ONLINE. 
LASCIATECI DIRE CHE SIAMO MOLTO SODDISFATTE DI ESSERE RIUSCITE NEL NOSTRO PICCOLO A FAR RESTITUIRE A QUESTO ROMANZO QUELLO CHE GLI  ERA STATO TOLTO. GRAZIE A TUTTE LE LETTRICI E BLOGGER CHE HANNO CONDIVISO LA NOSTRA DENUNCIA. E ALLA CASA EDITRICE CHE HA SAPUTO SAGGIAMENTE PORRE RIMEDIO A UN ERRORE.

Voce del gruppo rock Stage Dive, Jimmy è abituato a ottenere quello che vuole quando vuole. Dopo avere combinato l’ultimo dei suoi numerosi disastri, che mettono continuamente a rischio l’immagine del gruppo, Jimmy si ritrova a vedersela con Lena, una nuova assistente che ha il compito di tenerlo fuori dai guai. E Lena non è certo disposta a farsi umiliare dal suo capo, per quanto lui sia molto sexy. È determinata a fare un ottimo lavoro, nonostante la chimica tra loro sia una distrazione continua. Jimmy però non perde occasione per darle filo da torcere. E quando esagera, Lena non ha altra scelta che andarsene. Solo allora il musicista si rende conto che potrebbe perdere la cosa migliore che gli sia mai capitata…

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ECCO UNA DELLE SCENE TAGLIATE NELL'ALTRA VERSIONE...
DAL CAP.4
[...]
«Lena!».
«Che c’è?»
«Finiscila».
Chiusi immediatamente la bocca.
«Mi fissi in continuazione, mi fai venire i brividi, cazzo. Non ne posso più».
Oh, cielo, aveva ragione.
Lo guardavo sempre, non potevo evitarlo. E quando non lo guardavo, comunque ci pensavo. Molto spesso mi concentravo sul fatto che non avrei dovuto provare nulla per lui, ma era uguale, contava lo stesso. Stavo perdendo la testa. In realtà, l’avevo già persa a Coeur d’Alene se proprio vogliamo esser sinceri. Il mio stupido cuore aveva avuto una fitta, come a voler appoggiare quel pensiero. Gli sciocchi sentimenti che provavo per lui crescevano giorno dopo giorno, spazzando via ogni traccia di buonsenso.
Non potevo andare avanti così.
Non potevo ricascarci un’altra volta.
«Devo andarmene», biascicai. L’idea di lasciarlo mi faceva sentire come se mi stessero cavando il cuore con una forchettina di plastica, ma cosa potevo farci?
Si fermò un attimo. «Che hai detto?»
«Voglio dire… sono stanca e lavoro sodo. O credi forse che gestire la corrispondenza dei tuoi fan sia facile?»
«Non te l’ha chiesto nessuno. Hai fatto tutto da sola».
«Be’, non posso starti dietro tutto il giorno senza far nulla. Ho bisogno di stimolare la mente».
Jimmy sospirò esasperato, poi saltò in piedi in modo eccessivamente atletico. Spaccone. Ero sicura che fosse un fenomeno a letto. No, aspetta, era sicuramente un amante egoista, troppo impegnato a rimirarsi negli specchi sul soffitto per dedicarsi a quello che aveva sotto mano. Dovevo darmi una calmata in mezzo alle gambe.
Si corrucciò. «Spiegami in che modo guardare le foto di ragazze che ballano mezze nude ti stimoli mentalmente. Voglio proprio sentire».
«Non sono tutte così. Alcune sono simpatiche e vorrebbero soltanto una tua foto autografata o un “grazie per avermi scritto, spero ti sia piaciuto l’album”. Tu le ignoravi. Non era affatto carino».
«Di questo se ne occupano quelli del management. E se sei stanca, vai a farti un pisolino e levati di mezzo, tu e le tue stramberie». Mi guardò come se mi trovassi dal lato sbagliato del muro del manicomio. Poteva essere, in effetti.
«Benissimo». Spensi il computer e lo chiusi sbattendolo forte.
«Cristo, sei lunatica ultimamente. Peggio di me».
Scoppiai a ridere. «Jimmy, hai appena fatto una battuta su te stesso o sbaglio?».
L’angolo della bocca si increspò in modo quasi impercettibile. Dio santo, era una fossetta, quella? Il battito mi schizzò alle stelle peggio di un razzo sparato il Quattro luglio. Mi piacevano da morire le fossette. Erano così belle da leccare, così superlative.
«Lena», brontolò.
Mi ero bagnata in un nanosecondo. «Scusa, stavo solo… Cos’è?».
Mi fermai, annusando l’aria. C’era uno strano odore di fumo, che si mischiava con quello muschiato del sudore di Jimmy e con i residui della sua colonia. Pensai di essermelo immaginato, ma non era così. Sentii un tonfo al cuore. Non era un buon segno.
«Che c’è?»
«Odore di sigaretta. E viene da te».
Si mise a sedere. «Non so di cosa stai parlando».
«E anche dalla tua giacca».
Il suo sguardo corse alla giacca in questione, abbandonata sullo schienale di una delle sedie in cucina. Era una giacca grigia, niente di che, anche se sicuramente costava un botto. Era perfetta per sgusciare fuori casa per fumarsi una sigaretta. Si inumidì le labbra, gli occhi improvvisamente sfuggenti. «Lena…».
«Hai ripreso a fumare, non è vero?»
«Non ho bisogno del tuo permesso. Faccio come mi pare».
«E allora perché lo hai fatto di nascosto?».
Saltò in piedi, gesticolando. «Perché non sono affari tuoi».
«Sbagliato, amico. Tu e la tua salute siete il mio lavoro».
Tese una mano per recuperare la giacca. Sfortunatamente per lui, sapevo che lo avrebbe fatto, e lo fregai sul tempo. Me ne impadronii, tenendola stretta a me, e con la mano libera frugai nelle tasche. Non poteva aver ricominciato da molto. Eppure, sentivo che avrei dovuto fare più attenzione, e accorgermene fin dall’inizio.
«Dammela», disse, afferrando una manica che era sfuggita al mio controllo.
Sfilai dalla tasca una scatola di cartone e portai la mano dietro la schiena, fuori dalla sua portata. «Basta, Jimmy. Hai lavorato duro per ripulirti di tutto, non puoi cedere adesso».
«Mi romperai il cazzo anche se prenderò il caffè, adesso?». Buttò via la giacca, agitato. I capelli umidi gli si erano incollati al volto, gli occhi erano furiosi. «È solo una fottuta sigaretta ogni tanto. Con tutto il resto ho smesso. Ridammele, Lena».
«Sai che non dovresti fumare. Ecco perché hai quella faccia colpevole».
«Non ho la faccia colpevole», disse, teso, con una faccia colpevolissima. «Sono adulto e te lo ripeto, non sono affari tuoi».
«Lo sono. Ci tengo a te». Feci un paio di passi indietro, aumentando la distanza tra me e quella rockstar infuriata. Il grande tavolo della cucina era una buona barriera. Anche se, a giudicare dal suo sguardo, sarebbe stata meglio una recinzione elettrificata. E anche un pungolo da bestiame non avrebbe fatto male.
«C’è un motivo se hai smesso».
«Ridammele». Allungò la mano in avanti, con il volto inespressivo.
«Hai deciso di smettere mesi fa, non ricordi? Perché, Jimmy? Dimmelo».
Non rispose, e si mosse di qualche centimetro verso sinistra. Io mi mossi a destra, ovviamente, in modo da avere sempre il tavolo come barriera. Sapevo di averne bisogno.
«Lena», disse con voce bassa. «Non voglio uscire fuori con questo temporale a comprarmi un altro pacchetto, quindi tu mi ridarai quelle. E poi sei pregata di tenere il tuo bel nasino fuori dalle questioni che non ti riguardano».
«No».
«È un ordine, Lena».
Davvero pensava ancora che gli ordini avessero un qualche effetto su di me? Dall’espressione seria che aveva sul viso, probabilmente sì. Patetico illuso.
«Facciamo un compromesso», dissi, spostando una sedia. «Sediamoci e parliamo da adulti. Discutiamo pro e contro, e vediamo di prendere una decisione sensata».
Il suo corpo massiccio rimase innaturalmente immobile, e le sue dita forti afferrarono lo schienale della sedia di fronte a lui. «Va bene. Possiamo farlo».
«Grazie. Non ti chiedo altro».
Lentamente si sedette, poi reclinò la testa aspettando che io facessi lo stesso. Le vene sul suo collo e sulle braccia erano ben visibili: era pronto a scattare. Probabilmente credeva che fossi un’idiota. Sentii che il respiro mi si faceva affannoso, e che il seno si muoveva velocemente su e giù. Jimmy rimase per qualche istante a guardarmelo, rapito, e il suo volto riprese colore. Un paio di tette era una distrazione eccellente.
Forse non sarei riuscita a evitare che riprendesse a fumare, sul lungo termine. Ma di sicuro potevo evitare che lo facesse quella notte, e poi parlargliene con calma. Purtroppo lui era proprio tra me e il bidone del compost, che sarebbe stata una buona soluzione per risolvere il problema. Avrei dovuto inventarmi qualcos’altro.
«Va bene, sono molto felice che se ne possa parlare», iniziai, fingendo di chinarmi per sedermi. «Grazie per la ragionevolezza, Jimmy».
Sorrise, mostrandomi i suoi denti perfetti. «Nessun problema, Lena. Qualsiasi cosa, per te».
«Che dolce». Sorrisi. E poi scattai.
L’adrenalina mi aiutò e sentii i muscoli delle gambe tendersi mentre correvo: avrei buttato le sigarette nel water del bagno del corridoio. Per fortuna non era lontano, perché nonostante il vantaggio iniziale sentivo che stava riguadagnando terreno velocemente. Niente di sorprendente: a lui piaceva correre, a me piacevano le torte.
Il trillo del citofono risuonò nella casa, fondendosi al mio battito e al suono pesante dei passi di Jimmy dietro di me. Afferrai la maniglia della porta del bagno, mentre i calzini scivolavano sul marmo lucido. Ero così vicina. Il braccio di Jimmy mi circondò la pancia, tirandomi indietro. Ma se i miei piedi erano infilati nei calzini i suoi erano nudi, e nessuno dei due riusciva a fare molta presa sul pavimento. E correvamo entrambi molto veloce: volai in avanti nel corridoio, sbilanciata. Se non fosse stato per la presa di Jimmy, probabilmente mi sarei spaccata il mento sul marmo. Anche così, le mie ginocchia assorbirono parte dell’impatto, ma il lavoro peggiore toccò a lui. La sua mano batté violentemente sul pavimento, fermando la nostra caduta e salvando la mia faccia da un destino tremendo. Mollai la presa e il pacchetto di sigarette schizzò sul pavimento fino a fermarsi.
Il citofono suonò di nuovo.
I miei capelli erano sfuggiti dallo chignon, formandomi una specie di tenda scura davanti agli occhi. Guardai le sigarette, a pochi passi dalla porta d’ingresso, e strisciai in avanti cercando di afferrarle.
Jimmy mi fermò semplicemente lasciandosi cadere su di me con tutto il suo peso, intrappolandomi a pancia in giù. I muscoli gli davano una stazza simile a quella di un cucciolo di elefante.
E io scoprii che se mi schiacciavano emettevo un suono orrendo, gutturale e gorgogliante.
Jimmy si mise a ridere. Bastardo.
«Lasciami andare», gridai, dimenandomi sotto di lui.
«La smetterai?». Il suo respiro era caldo contro le mie orecchie, il suo corpo appiccicato al mio in tutta la sua lunghezza. Per puro caso il mio sedere strusciò contro il suo inguine… Oh, mio Dio. Sentii una vampata di calore avvolgermi dalla testa ai piedi.
Maledizione. Era davvero troppo eccitante. «No!».
«Non puoi vincere». Le sue dita si aggrapparono ai miei polsi, tirandomi indietro le mani.
Potevo sentire il suo cazzo che si risvegliava, puntando contro di me. Be’, si stava divertendo anche lui. Doveva essere una specie di reazione fisiologica. «Sei ridicola».
«Oh, e tu?», ansimai, con i capezzoli che minacciavano di scavare un buco nel marmo.
«Lena…».
Qualcuno bussò con forza alla porta. Giusto, avevamo un visitatore che attendeva fuori, sotto il temporale. E tutto questo mentre io facevo wrestling softcore proprio davanti all’ingresso. Eccellente.
Sentimmo un rumore di chiavi, e poi David Ferris entrò portando con sé una folata di aria umida e fredda.
Una fradicia foglia autunnale andò a spiaccicarsi sulla mia faccia. Jimmy me la tolse con cura prima che potessi reagire. La corrente si interruppe quando David chiuse la porta dietro di sé. Rimase in piedi di fronte a noi.
«Ragazzi. State facendo la lotta?»
«Perché?». Tamburellai con le unghie sul marmo, e poggiai la testa sulla mano. «Troppo umido perché Jimmy andasse a correre… be’, ho dovuto improvvisare».
David sorrise. «Giusto. Bravi».
Dietro di me, Jimmy emise un gemito. «Lena stava dando di matto per una cosa. È una storia lunga».
«Facevo il mio lavoro e mi occupavo del tuo benessere», dissi. «Perché non ti sposti, ora?».
Solo in quel momento David si rese conto del pacchetto di sigarette ai suoi piedi. Merda. Le rughe sulla sua fronte erano troppe per poterle contare. Con la punta dei suoi anfibi militari lo spinse verso di noi. Veloce come un lampo, Jimmy lo afferrò. Maledizione.
«Hai ripreso a fumare, Jim?», chiese David con voce piena di delusione.
Sentii il corpo di Jimmy irrigidirsi contro il mio.
«Sono mie», dissi.
«No, non lo sono». Il corpo gargantuesco di Jimmy mi liberò, e prima che potessi rimettermi in piedi due mani mi afferrarono e lo fecero al posto mio, come se non pesassi più di un filo d’erba. ....
IL CAPITOLO POI PROSEGUE CON LA RIAPPACIFICAZIONE FRA JIMMY E DAVID.
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