QUANTO COSTANO I TUOI DESIDERI di Sissi Drake ( You Feel /Garzanti) -> Recensione

Autrice: Sissi Drake
Genere:  Erotico/Contemporaneo
Ambientazione: Londra/Islay (Gran Bretagna)
Pubblic. Italiana: Rizzoli collana Youfeel, mood erotico, Maggio 2015
Parte di una serie:  No  
 Livello sensualitàAlto          
Disponibile in ebook? Solo in ebook, € 2,49

TRAMA: Non c'è prezzo per resistere alla passione. Morgaine è una musicista scozzese dal talento eccezionale che sembra riversare ogni goccia di passione nel suo violoncello: non appena smette di suonare, si trasforma in una ragazza algida e scostante con chiunque. È l’unico modo che ha trovato per reagire al padre opprimente, che ora vuole imporle un matrimonio di interesse. Per sfuggire a questo destino Morgaine affitta un professionista, un gigolò, che dovrà recitare il ruolo del suo fidanzato per un lungo weekend nella villa di famiglia in un’isola delle Ebridi. Lucas non ha problemi, è abituato alle situazioni più strane, ma presto si accorge che quella dama di ghiaccio in grado di incantare gli angeli con il suono del suo strumento lo confonde. Tra le coste ventose di Islay e il colore ambrato del suo whisky, Morgaine e Lucas scopriranno che al di là del gelo può nascondersi un universo di fuoco. Ma quando il loro segreto verrà alla luce, avranno la forza di inseguire i loro desideri?


Lucas prese un altro sorso di whisky e lo lasciò sulla lingua per godersi tutti i sapori che si sprigionavano. Sollevò il bicchiere verso il fuoco che riscaldò il colore dorato del liquore. Quel Laphroaig era come certe donne. Al primo sorso si avvertiva l’impatto forte dell’alcol, quasi sgradevole, ma se gli lasciavi il tempo di farsi scoprire incominciava a diffondere tutta un’altra serie di aromi che lo trasformavano in una pura delizia: agrumi, frutta secca, cannella, vaniglia, il tannino del legno, il caldo impatto della torba e infine il mare. Aveva il sospetto che anche Morgaine fosse come un sorso di whisky, un brivido iniziale che si scioglieva man mano che venivano a galla i suoi sapori.
Il gradito ritorno di Sissi Drake, che ci riporta in Inghilterra dai suoi gigolò. 
Morgaine è una giovane violoncellista che ha imparato a nascondersi dietro un atteggiamento glaciale per proteggersi da chi vuole ferirla. Morgaine non ha paura che qualcuno la possa ferire, sa per certo che qualcuno lo farà: a partire da suo padre, un uomo amareggiato dalla vita che scarica tutto il suo livore sulla figlia, sminuendola ad ogni occasione. Per evitare l'ennesima prevaricazione, nientemeno un tentativo di matrimonio combinato, Morgaine corre ai ripari presentandosi alla festa del sessantesimo compleanno del padre accompagnata da uno gigolò assunto per l'occasione, Lucas un uomo sicuro di se che adora cogliere il lato ironico della vita e non si lascia scappare l'occasione di guadagnare un bel gruzzolo della “regina dei ghiacci”, come ha ribattezzato la ragazza dopo il primo incontro. Ma Lucas è anche un osservatore acuto, che ben presto capisce come l'atteggiamento di Morgaine sia solo una corazza, dietro la quale si nasconde una donna passionale, e non vede l'ora di farla uscire da questo guscio, almeno dal punto di vista fisico. Senza immaginare quanto verranno coinvolti l'uno dall'altra.
Ho trovato delizioso questo racconto, tanto che, finito un pomeriggio, ho sentito il desidero di riaprirlo e rileggerlo il giorno dopo. Quello che mi ha incantata è l'alchimia che si instaura fra i protagonisti: in breve tempo passano dall'insofferenza ad una naturale complicità. Soprattutto Morgaine, inaccessibile a tutti tranne quando suona, lascia vedere sprazzi di sè a quest'uomo, che da parte sua si ritrova spiazzato dai sentimenti che gli ispira la ragazza. Ho trovato coerente che tutto inizialmente si limiti al sesso, perché in fin dei conti è un racconto erotico e stiamo parlando di uno gigolò, ma che poi la reciproca conoscenza porti i protagonisti ad approfondire altri lati della loro relazione, senza arrivare a precipitose dichiarazioni d'amore. Quella di Morgaine e Lucas è la storia dell'inizio di una storia, della nascita di un sentimento, a cui entrambi non vogliono quasi dare un nome.
E ancora di più mi è piaciuto lo stile con cui viene narrato tutto: le emozioni di Morgaine vengono espresse in musica, i pensieri di Lucas, disegnatore per natura e per diletto, per immagini. Sarebbe stato fantastico poter vedere davvero i disegni che Lucas fa durante il romanzo, soprattutto quello di Roxie, il cane di Morgaine, e del cormorano, che con la sua aura da fiaba ha colpito la mia fantasia.
Dal punto di vista dell'erotismo, aspetto quanto mai personale, posso solo dire che i racconti della Drake li trovo molto affini al mio gusto: hanno il giusto mix di fisicità e di capacità evocativa (per essere più chiari, visto che mi conoscete poco: un racconto erotico può colpirmi in diversi modi, più sulle emozioni, e allora mi sento rimescolare lo stomaco, o più in senso fisico, e allora mi sale calore da... vabbé da un altro posto che non sto a nominare, ci siamo capite; se riesce a coinvolgere entrambe le parti è il non plus ultra. Con i racconti di Sissi Drake mi capita). Tra le numerose scene, la penultima ha addirittura una dimensione quasi poetica.
Per quanto questo racconto sia un seguito ideale di Solo una questione di prezzo, si può tranquillamente leggere in modo indipendente: troviamo riferimenti a Tucker, protagonista di quel racconto, e torna in scena Fitzpatrick, il mentore dei due gigolò, che al massimo stuzzicano la curiosità di recuperare l'altra storia se ce la si è persa. E conosciamo il terzo gigolò addestrato da Fitz, Bernard, che sarà probabile protagonista di una storia tutta sua.
Spero di leggere presto altre storie di quest'autrice, magari anche un romanzo, perché per quanto non venga penalizzata dal numero di pagine a cui si devono attenere le opere di questa collana, sarebbe bello leggerla in un lavoro che le permetta di approfondire quegli aspetti che per forza di cose vengono solo sfiorati in un racconto.





DA LEGGERE DI SISSI DRAKE
Prova a lasciarti andare (2014) - Rizzoli, Youfeel (ebook) - vedi QUI la ns recensione
Solo una questione di prezzo (2014)- Rizzoli, Youfeel (ebook) - vedi QUI la ns recensione
Quanto costano i tuoi desideri (2015)Rizzoli, Youfeel (ebook)

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L'AUTRICE
Sissi Drake è lo pseudonimo di un’autrice che vive nella provincia bolognese. Lavora nel settore sanitario e nutre da sempre un’insana passione per i libri. Ha cominciato a scrivere seriamente solo da pochi anni ma, nonostante non abbia nulla contro la tecnologia, deve fare la prima stesura rigorosamente a mano perché, dice, il collegamento penna/cervello è più diretto. Ha pubblicato alcuni racconti su blog dedicati al romance e su antologie in formato elettronico e cartaceo.


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VUOI VEDERE CHE E' PROPRIO AMORE di Viviana Giorgi ( Emma Books) -> Recensione



LE RECENSIONI A CONFRONTO DI OGGI RIGUARDANO L'ULTIMO ROMANCE CONTEMPORANEO DI VIVIANA GIORGI USCITO DA POCHE SETTIMANE CON EMMA BOOKS. I GIUDIZI DELLE NOSTRE BLOGGER SONO UN PO' DISCORDANTI. A VOI L'ARDUA SENTENZA.

Autrice: Viviana Giorgi
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Italia e Irlanda, oggi
Pubblicazione italiana:  Emma Books, 13 aprile 2015, pp.347
Parte di una serie: No
Livello sensualità: Medio/Basso
Disponibile in ebook? Solo in Ebook, € 4,99

TRAMA: È possibile che la vita viri dal grigio al rosso, passando per il rosa, nell’attimo di un respiro? A sentire Piera Aldobrandi, insegnante di inglese single, salutista e aspirante fotografa, la risposta è sì. Perché, quando incontra il cinico Jean, uno che segue le regole della statistica anche con le donne, l’amore esplode dentro di lei con il calore di una ballata irlandese, finendo per colpire, oltre la sua vita, anche il suo guardaroba che da grigio diventa rosso fuoco. Tutto inizia nel borgo milanese di Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso, ma poi la storia si sposta in un’Irlanda che più romantica di così non si può, punteggiata da un coro di personaggi divertenti e improbabili e dalle canzoni eterne dei Beatles. Il gatto rosso? C’è anche lui, e se la ride sotto i baffi.


Adoro il modo di scrivere di Viviana Giorgi. Penso che mi strapperebbe una risata anche scrivendo solo la lista della spesa. E poi riesce a creare dei protagonisti maschili talmente affascinanti! Jean di “Vuoi vedere che è proprio amore?” non fa eccezione. Calamita l’attenzione della lettrice fin dalla prima scena e poi, be’ è amore a prima vista.
Piera invece è un personaggio in cui non è difficile immedesimarsi. A prima vista può sembrare insignificante, ma in realtà possiede un carattere deciso e combattivo al punto giusto. Stavolta dalla penna della Giorgi è uscita un’eroina che cerca di nascondersi dentro abiti fuori moda, tutti rigorosamente grigi, ma che dentro al proprio cuore sogna il grande amore. Il che la rende simile un po’ a tutte noi, no? Io mi ci sono rispecchiata tantissimo.
Lo stile è sempre quello che chi conosce l’autrice ha già imparato ad amare: ironico e brillante, ti coinvolge pagina dopo pagina fino all’irrinunciabile happy end. E che happy end!
Non posso far altro che consigliare la lettura di questo romanzo a tutte coloro che possiedono un animo romantico e apprezzano storie divertenti, ma con un pizzico di peperoncino. Sì, perché l’autrice è molto brava a dosare questi tre ingredienti.
 Lo stava facendo davvero. La stava baciando come se da quel bacio dipendesse la sua stessa vita o forse la pesante responsabilità di perpetuare la specie umana.Più che un bacio era un ciclone, una calamità naturale che avrebbe sconvolto ogni sua conquistata certezza.
Questo è solo un piccolo assaggio di ciò che troverete in “Vuoi vedere che è proprio amore?”. Fidatevi, questa coppia farà scintille e non solo in camera da letto. Ho adorato le loro punzecchiature, i nomignoli che si affibbiano (azzeccatissimi tra l’altro) per non parlare del tasso adrenalinico delle scene più hot. La Giorgi sa come surriscaldare l’ambiente senza eccedere, un altro motivo per cui i suoi romanzi non annoiano mai. Sono un concentrato di amore, passione e umorismo.
La scena in cui Piera va a fare shopping con Didì al centro commerciale è davvero esilarante, preparatevi a ridere fino alle lacrime.
E poi vogliamo parlare di Red? Il fantomatico gattaccio rosso. Lo ammetto, ho una cotta per lui fin dal primo romanzo della serie. Non me ne vogliate per questo.
Insomma, qui ci sono tutti gli ingredienti per sognare e farlo alla grande. Una commedia spumeggiante, senza maschi alpha (ma chi ha detto che solo loro riescono a rapire il cuore di una donna?) o eroine indifese e piagnucolone. Allora, cosa aspettare a comprarlo? ;-)





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Devo premettere che con i lavori di questa nostra autrice ho un rapporto ambivalente. Avendo letto sia i suoi contemporanei sia i suoi storici, ho potuto verificare che la preferisco quando è alle prese con storie e protagonisti del nostro tempo. I suoi libri contemporanei possono essere definiti, a mio parere, delle commedie romantiche e brillanti, e in alcuni casi si sono rivelati  delle letture molto piacevoli: per esempio, il suo miglior lavoro è, a mio parere, la breve novella "Un cuore nella bufera", e mi sono piaciuti molto anche "Tutta colpa del vento (e di un cowboy dagli occhi verdi)" e "Alta marea a Cape Love".
Il discorso invece cambia se parliamo di questo suo ultimo romanzo, che purtroppo non mi ha convinta molto. Mi dispiace perché reputo Viviana Giorgi una brava scrittrice, e in più avevo grandi aspettative per questo suo romanzo, essendo ambientato in parte nella mia amatissima Irlanda, ma con mio grande dispiacere devo dare un giudizio non troppo alto perché ci sono state tante, troppe cose che non mi hanno convinto.
Il romanzo in sé non è affatto male: la cosa migliore, ad esempio, sono le ambientazioni. Adoro la Milano particolare e diversa che Viviana riesce a tratteggiare, con il borgo delizioso e un po' fuori dal tempo in cui sono ambientate gran parte delle sue storie italiane, lontana anni luce dalla solita immagine che abbiamo di città frenetica e dedita solo al lavoro. L'Irlanda descritta dalla Giorgi, poi, è magica e affascinante, fa venir voglia di prenotare un volo e partire appena chiuso il reader: Bellissimo l'episodio nel Dunbeg Ring Fort, dove sono stata anch'io... leggerne mi ha riportato alla mente le sensazioni e le emozioni che avevo provato muovendomi di persona tra le antiche pietre dei clochans.
La trama del romanzo è abbastanza classica, sviluppata con evidente mestiere e la narrazione è arricchita da alcune belle descrizioni di ambienti insoliti e pittoreschi (per esempio, il castello del matrimonio).Ci sono però parecchie incongruenze temporali e spaziali nella trama, che mi fanno quasi pensare ad un editing non troppo accurato: tante imprecisioni e errori fastidiosi si sarebbero potuti evitare, come ad esempio il fatto che Jean, come dichiara lui stesso, abbia fondato la sua società di successo quasi vent'anni prima, subito dopo laurea e master prestigiosi. Avendo quarantuno anni mentre si svolge la storia, quando ha conseguito tutti questi titoli accademici: prima dei vent'anni? Comunque sarei passata sopra a tutte queste imperfezioni temporali e logiche (a volte dei veri e propri errori, come confondere l'emisfero australe e quello boreale), se non fosse che il difetto principale del romanzo sta in quello che, per me, è il cuore di ogni libro: quello che funziona meno in questo romanzo, secondo me, sono ahimè proprio i personaggi principali: Piera e Jean.
Li ho trovati scontati, banali, inverosimili e bidimensionali, soprattutto considerando il contesto e la loro età. Insomma, lui ha più di quarant'anni e si comporta e pensa come un adolescente, lei ne ha solo sette di meno e si agita come una ragazzina alle prime armi. L'esempio più lampante è nell'equivoco che si trascina per tutto il libro (non dico di più per non spoilerare) che persone adulte avrebbero risolto parlandone già dopo poche pagine e che invece resiste fino a poche pagine dalla fine.
Non capisco poi gli accenni fatti alle caratteristiche dei personaggi nella sinossi (lei timida, lui uno statistico), che non pesano minimamente nella storia. Lei mi sembra tutto fuorché timida e compassata, infatti non si capisce perché si veste sempre di grigio (salvo poi, ovviamente, togliersi gli abiti dimessi e smorti e rivelare un corpo mozzafiato), lui non ha affatto la personalità di un matematico, ma naturalmente è ricco, bello, di successo, sempre circondato da modelle anoressiche che mangiano solo insalata, in passato giocatore semi professionale di rugby (pure? dove l'ha trovato il tempo?), con casa a Portofino e Norton di ordinanza (a proposito, non si va a 150 km/h in autostrada, è un reato!).
Le resistenze che lui ha nei confronti di una storia seria sono motivate da "qualcosa" che è successo nel suo passato, d'accordo, ma un minimo di approfondimento sarebbe stato meglio. L'intera vicenda viene liquidata in meno di una pagina, e francamente mi sembra esagerato che dopo quindici anni da una delusione d'amore, a quarant'anni suonati, ci si comporti come un "tombeur de femme", sempre attento a non concedere a nessuna più di una botta e via (una cosa che mi ha sempre fatto tanta tristezza).
Infine, un piccolo particolare che ha contribuito non poco ad abbassare il mio godimento di questo libro : i continui, fastidiosi riferimenti a pubblicità italiane vecchie e nuove usate come intercalare colloquiale: "l'uomodelmonte ha detto sì", "no autoritratto, no party", "maschio chenondevechiederemai", "come nella pubblicità di quella carta di credito, non ha prezzo"... Incisi che, a mio parere, vorrebbero dare spigliatezza e leggerezza alla narrazione e che invece caratterizzano troppo il romanzo e gli danno una connotazione
troppo provinciale.








ROMANZI DI VIVIANA GIORGI 
Bang Bang, tutta colpa di un gatto rosso (2012)- ed. Emma Books
Un cuore nella bufera (2012) - novella - ed. Emma Books
First Impressions (2013)-novella in antologia Amore, Orgoglio e pregiudizio - ed. Emma Books
Alta marea a Cape Love (2013) - ed. Emma Books
Tutta colpa del vento ( e di un cowboy dagli occhi verdi) (2013)- ed. Emma Books
Al diavolo la logica (2014) - racconto in antologia Buon Lavoro! - Emma Books
Un amore di fine secolo (2104) - ed. Emma Books - Leggi QUI la ns recensione
Un amore di inizio secolo - La Traversata (2014) - ed. Emma Books - Leggi QUI la ns recensione
Vuoi vedere che è proprio amore? (2015)  - ed. Emma Books 


L'AUTRICE
Ex giornalista, milanese, amante dei bassotti e dei gatti rossi, Viviana Giorgi scrive per lo più commedie romantiche contemporanee, più speziate che sfumate, con eroine decise, ma un po’ imbranate e non certo sofisticate, ed eroi gloriosamente da sballo. Tra una romantic comedy e l'altra, ogni tanto si lascia tentare anche dal lato più sorridente e vivace del romance storico, suo primo indimenticato amore. Il lieto fine per Viviana Giorgi? Obbligatorio e altamente glicemico, sia che la sua eroina vesta in jeans o in stile impero. Perché, come ripete spesso: se si deve sognare, meglio farlo alla grande, no?


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ASCOLTA IL TUO CUORE di Sarah Dessen ( Newton Compton) ->Recensione

Autrice: SARAH DESSEN
Titolo originale: Just Listen
Traduttore: Federica Romanò
Genere: Contemporaneo / Young Adult
Ambientazione: Usa
Pubblic. originale: Penguin, 2007, pp.396
 Pubblic. italiana:  Newton Compton Editori, 12 gennaio 2015,  pp 384, € 9,99
Parte di una serie: No
Livello sensualità: Basso
Disponibile in ebook? Sì ,€ 4,99

TRAMA: Nel giro di una sola estate la vita di Annabel è completamente cambiata: da quando è stata scoperta a una festa con il fidanzato di Sophie, la sua migliore amica, tutti la evitano. L’anno scolastico inizia per lei nel peggiore dei modi. E la situazione a casa non contribuisce affatto ad aiutarla: la sua famiglia un tempo solida, sembra essere adesso priva di equilibrio e instabile. Che cosa è successo tra Whitney e Kirsten, le sue sorelle maggiori? Perché tra di loro c’è un palpabile risentimento e dei silenzi glaciali? E perché nessuno ha il coraggio di parlare dell’anoressia di Whitney o della depressione della madre? Annabel trova conforto in una strana amicizia con il ragazzo più solitario della scuola, Owen. Anche lui è arrabbiato col mondo, ma ha imparato a controllare i suoi sentimenti e cerca di insegnare ad Annabel a fare lo stesso. Forse, con il suo aiuto, troverà il coraggio di affrontare quel che le è davvero successo alla festa, quando nella sua vita tutto è improvvisamente crollato...


Annabel non è più la stessa. Così come la sua famiglia. A guardarla da fuori nulla è cambiato. Ha sempre il suo bellissimo viso, i capelli ordinati e i vestiti di marca. Anche a guardare la sua famiglia da fuori durante una delle loro cene si direbbe che sono perfetti. Ma non è così e nella sua famiglia non si ha il coraggio di affrontare la realtà. Perché la realtà fa paura, i segreti sono preferibili a una scomoda verità. Soprattutto quando la verità è così pesante: sua sorella soffre di disturbi alimentari, sua madre ancora non si è ripresa dalla morte di sua madre e soffre di depressione e Annabel non ha più amici. Da ragazza popolare e solare è diventata improvvisamente emarginata, quella di cui ridere mentre passa per i corridoi.
Owen ha sempre le cuffiette, non riesce a soffrire il silenzio. Sente il bisogno di rumore nella sua vita, il silenzio lo opprime. Sta imparando pian piano come essere migliore, come mettere da parte tutta la rabbia che sente dentro e dire sempre la verità.
Annabel e Owen non si conoscevano prima di quella terribile estate, prima che Annabel diventasse lei stessa solitaria, senza le solite amiche intorno, ma quando iniziano a parlare e Owen le fa scoprire quanto sia importante per lui la musica, inizierà a chiedersi fino a che punto le sue bugie "a fin di bene" siano la cosa migliore.
Mentre Annabel cerca di ritrovare, o meglio scoprire, se stessa con l'aiuto del suo nuovo amico, che potrebbe diventare qualcosa di più, nella sua famiglia a piccoli passi si inizierà a guardare con più coraggio alle crepe che inevitabilmente la vita crea.
Un romanzo sull'importanza della sincerità, sul sapersi accettare e sull'aprirsi uno all'altro. Le bugie, quelle bianche, sono sempre bugie e la verità, prima o poi, ti crolla addosso senza che tu possa spostarti.
Sarah Dessen racconta di quanto siano complicate le dinamiche familiari, su quanti ostacoli possano spingerci a nasconderci e di quanto sia bello ricominciare e scegliersi.
Perché "Non pensare, o giudicare. Ascolta e basta."






GUARDA IL BOOK TRAILER


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Sarah Dessen è sempre stata una grande lettrice, come i suoi genitori, entrambi professori universitari. Da quando, all’età di otto anni, ricevette in regalo una vecchia macchina da scrivere, ha passato il suo tempo, nell’angolo della sua stanza, a scrivere storie. I libri che ha letto quando era adolescente – i migliori – sono quelli che hanno formato le sue idee più di ogni altra cosa. Autrice bestseller del «New York Times», ha ricevuto numerosi premi. 

VISITA IL SUO SITO: www.sarahdessen.com.


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COME PUBBLICARE UN LIBRO E SOFFRIRE IL MENO POSSIBILE di Adele V.Castellano

LA RETE HA SPALANCATO LE PORTE DELLA PUBBLICAZIONE VELOCE E A BASSO COSTO ( O COSTO ZERO) A CHIUNQUE AMBISCA A METTERE NERO SU BIANCO LE SUE STORIE O I SUOI PENSIERI E FARLI LEGGERE  AGLI ALTRI. CI SONO QUELLI CHE NON  BADANO PIU' DI TANTO ALLA FORMA, L'IMPORTANTE E' PUBBLICARE, E CHI INVECE IL PROBLEMA SE LO PONE.
ADELE VIERI CASTELLANO, CHE DI LIBRI SE NE INTENDE, SIA PERCHE' LI SCRIVE, SIA PERCHE' LI LEGGE,  HA QUALCHE UTILE CONSIGLIO DA DARE AI NOVELLI SCRITTORI...

Emozioni. Tutti proviamo emozioni, trasformare le nostre sensazioni in segni o grafia è un atto ancestrale, precedente all’invenzione della scrittura: l’uomo di Cro-Magnon, sulle pareti della grotta dei Balzi Rossi a Ventimiglia, disegnò bufali, bisonti, cervi. In quelle pitture celebrava l’ansia, la paura, l’euforia della caccia. Nel suo modo primitivo di esprimersi, faceva parlare la sua anima e  comunicava con gli altri. Poi è arrivata la scrittura e i sentimenti, la gioia, il dolore sono diventate parole, testi, poesie. Essa non è solo un mezzo di comunicazione. È qualcosa di profondo, intimo ma dal semplice diario al romanzo, molta acqua scorre sotto i ponti.
Detto questo, tutti hanno una storia da raccontare. Ci innamoriamo delle parole, soprattutto di quelle che abbiamo scritto noi e il manoscritto, su cui abbiamo sudato per molte notti e molti giorni, è più di un parente prossimo: è un figlio. Per questo si scrive, per questo si ambisce alla pubblicazione e chi dice che non scrive per gli altri ma per se stesso mente, non sapendo di mentire. Nell’esatto istante in cui ha preso la penna in mano sa già che, prima o poi, qualcuno leggerà il suo intimo sentire, trasferito sulle pagine. Chi scrive, chi disegna, chi scava il marmo o modella la creta. Tutti lo fanno con un solo scopo: comunicare.
La carta è e resterà per sempre la testimonianza concreta di tutto questo, che sia di cellulosa o virtuale. Oggi con il self publishing è diventato facilissimo consegnare al mondo pensieri ed emozioni. Ma pare che esista ancora, prepotente e anelato dai più, il desiderio di essere pubblicati da una CE tradizionale. Desiderio più che legittimo, visto che vedere il proprio libro sugli scaffali delle librerie è davvero un’emozione unica.


Ma come si fa a pubblicare un libro? Quale sia la strada migliore o più rapida è scritto nelle stellequindi non lo sa nessuno. Direi che ogni manoscritto che arriva in una redazione segue un proprio destino, diverso e singolare. Andrà bene? Lo leggeranno? Perché non mi rispondono? Queste le domande, questi i miei suggerimenti, validi per tutte le pubblicazioni: cartacea, digitale o self-publishing.
Mandate il manoscritto a una casa editrice (CE) pertinente: niente gialli a chi pubblica saggi, niente storie d’amore a chi pubblica fantascienza e via dicendo. Sembra banale ma non lo è. Il “proviamoci lo stesso”, in questo caso, non ha senso. Vostro figlio finirà nel cestino, senza essere valutato. 
Classificate il vostro libro: fatelo rientrare in un genere commerciale. La maggior parte delle CE tende a eliminare i testi inclassificabili. Quindi cercate di capire in che genere può collocarsi il vostro manoscritto: romanzo storico, romance, chick lit, giallo con tutti i sottogeneri (noir, pulp, thriller, mystery, romantic suspense), fantasy, paranormal romance, young adult, horror, memoir e mi fermo qui ma voi no, voi indagate ancora.

Non dimenticate mai che con una CE tradizionale è condito sine qua non presentare un testo corretto, di buona qualità. Prima di tutto un testo con un font adeguato e credetemi, anche il font ha la sua importanza ed è fondamentale. Lasciate perdere il Comic Sans o l’Arial o il Cambria, usate un classico e non sbaglierete, il vecchio, abituale Times New Roman. Essere originali è un pregio, volerlo essere un difetto. Non spedite testi non giustificati a destra. Orrore! L’ordine innanzi tutto e imparate a usare le spaziature al posto delle tabulazioni (!) andate a capo con l’invio e NON con una serie di spazi vuoti, doppio orrore. Nei dialoghi, per cortesia, usate i caporali anche se non li trovate su word. Cercateli, la maggior parte delle CE li usa, fatelo anche voi.

Vedo già le vostre facce: ma dai, Castellano, tanto poi la redazione corregge. Vi faccio una domanda: voi andreste a un matrimonio vestiti di stracci? L’occhio vuole la sua parte e, per un addetto ai lavori, aprire un manoscritto e vederlo in “disordine” è un approccio negativo e non aiuta. E non ditemi: ma insomma, queste cose sono ovvie, le sappiamo a memoria. Non è vero. Ultimamente mi è capitato di mettere le mani su una serie di racconti e pochissime, delle aspiranti scrittrici, ha consegnato testi ordinati dal punto di vista grafico. Vi cito un proverbio, ma al contrario: l’abito fa il monaco, eccome!

La lingua italiana, questa sconosciuta. Voi invece dovete conoscerla come il palmo della vostra mano. Quando sarete famosi potrete fare come lo scrittore portoghese José Saramago, Nobel per la letteratura nel 1998 che, nel suo romanzo Le Intermittenze della Morte (2005), non usa né virgolette, né trattini, né a capo e, l’unica indicazione per l’inizio di una battuta, è data dalla maiuscola che segue la virgola. Non usa neppure i punti di domanda, né quelli esclamativi. La sua è una scelta consapevole, ha spiegato infatti che il suo è un tentativo di imitare il flusso della conversazione, così come si dipana nella realtà. Ma si possono stravolgere le regole solo se si ha ben presente cosa si sta facendo e perché e, comunque, attenzione: è tutto da dimostrare che i vantaggi superino i problemi e voi non avete ancora preso il premio Nobel.

Quindi un testo pulito, corretto ed efficace nelle tecniche narrative adottate e siate onesti: avete letto e riletto vostro figlio? Badate, non con l’occhio compiacente del genitore permissivo, che alle proprie creature concede tutto. Dovete leggerlo con l’occhio critico di colui che lo scopre per la prima volta. Ammetto, non è facile. Quindi dovrete darlo in mano a qualche amico? Conoscente? Parente? Lo zio Peppo, la zia Palmira, il cugino Simone, la mamma, Piero o la Giovanna o  Ernesto, o quel tipo che conosce mia sorella, grande professore all’università.
No, no e ripeto e che sia chiaro: no. Amici, parenti e altri “aficionados” non saranno mai sinceri. È più forte di loro, l’affetto, la stima, l’amicizia che vi lega non sortirà che complimenti entusiasti, dubbiosi o magari cauti, ma sempre lodi saranno. Non vogliono offendervi perché sanno che stanno parlando di vostro figlio e voi, dite la verità, glielo avete fatto leggere proprio per sentirvi dire: “ma che bello, ma come scrivi bene, io non sarei capace di mettere due parole in croce e invece tu… che genio!”. Forse non con cognizione di causa ma lo avevate sperato, eravate quasi certi che sarebbe finita così. 

E il professore di italiano? Chi meglio di lui può dirmi che mio figlio è un capolavoro? Attenzione anche qui: anche se hanno una laurea in lettere e anni di esperienza, ignorano molti dei criteri e degli standard adottati oggi dalle CE, ignorano il più spesso delle volte anche le tecniche della scrittura creativa. Finireste per ottenere un testo corretto solo dal punto di vista grammaticale che non è una bestialità, per l’amor di Dio, ma non basta.
Se dopo le lodi sperticate di amici e parenti avete spedito il manoscritto alla CE, seguendo almeno qualcuna delle indicazioni di cui sopra, non aspettatevi sempre e comunque una risposta. Quelli non sono vostri parenti (di solito), non sanno chi siete, non vi vogliono bene e del vostri sentimenti, che avete messo sulla carta, non gliene frega niente. Soprattutto sono professionisti che devono guadagnare e mi dispiace ma questa è la sola verità. Se la risposta la volete e sperate sia positiva, allora vostro figlio va prima messo in mano a un professionista qualcuno che sia imparziale, crudele, spietato come un assassino. Diciamo il vostro parente più antipatico, il professore più stronzo del liceo, l’amico insopportabile e saccente che riesce a far sembrare normale un participio. Oppure qualcuno che sia semplicemente, sinceramente, onestamente capace di dirvi la sacrosanta verità (scusate l'abuso dei -mente, ma qui ci volevano).

Fatto questo, fate riposare vostro “figlio” in un cassetto per un periodo di tempo più o meno lungo: quando lo riprenderete in mano voi stessi sarete più obiettivi e potrete ancora migliorarlo. Diventerete più critici perché, nel frattempo, siete cambiati perché la scrittura muta, è un divenire, magari avrete fatto un corso di scrittura creativa, avete capito che la rima sta bene solo nelle poesie, che il congiuntivo non è una malattia degli occhi e che la brachilogia non è un’affezione dei bronchi, ma una figura retorica e che gli avverbi sono inutili.
Ora non vi resta che aspettare e aspettare. Molte volte ho sentito queste frasi: "ma perché non mi pubblicano? Eppure scrivo bene! Eppure quella là ce l’’ha fatta e scrive come me. Insomma, ma cosa pretendono?" Come ho detto più sopra e che sia chiaro: gli editori non sono buoni samaritani, non sono vostri parenti e il loro indirizzo non è Lourdes. Non fanno miracoli, non trasformano uno scribacchino in uno scrittore, non vi faranno favori e devono guadagnare. Quindi, a meno che il direttore editoriale della CE a cui avete inviato il vostro manoscritto non sia un amico o un parente (capita, capita eccome se capita…), non sperate in un miracolo. La scrittura è sudore, sacrificio, lacrime e sangue.
Il resto della storia è tutta da scrivere e ricordate: se ricevete un rifiuto non sarà alla vostra persona,  alle vostre capacità o ai vostri sentimenti. Chi vi dice che ciò che avete scritto non va bene o è da cambiare, modificare, correggere, non è il vostro peggior nemico ma il solo amico che avete trovato, in quel mondo così facile da vivere che è la piaggeria. Il mio migliore amico è colui che mi stronca, con cognizione di causa. Ripetetelo allo specchio molte, molte volte, perché quel “no, non va bene” non vi deve mai offendere ma spronarvi a far meglio, a valutare con occhio critico vostro figlio, per studiare ancora e ancora ogni pagina, ogni parola.
Concludo, ma vi dico un'ultima cosa: la cattiva scrittura, qualunque criterio si adotti per definirla, qualche volta raggiunge la pagina stampata e la pubblicazione non la santifica. Nel corso degli anni mi è capitato di leggere di narrativa scritta male, errori, bestialità, obbrobri di ogni genere. Eppure quei libri erano là, sui famigerati scaffali di quella libreria in cui vorreste essere anche voi. Consoliamoci pensando che anche gli scrittori competenti ogni tanto sbagliano e così le CE e chi sceglie e decide di pubblicare un libro. In molti casi, quando un errore vistoso arriva fino alla pubblicazione, è perché la svista è oscurata dalla qualità dell’insieme. Molte volte ci sono altri motivi, più tristi e ovvi che non vi sto a citare. Non è questo il luogo, né avrei il tempo di farlo.
In bocca al lupo. 












SIETE AUTRICI O ASPIRANTI AUTRICI? COSA PENSATE DI QUESTI CONSIGLI DI ADELE? SIETE LETTRICI? AVETE AVUTO A CHE FARE CON LIBRI SCRITTI COSI' COSI' ULTIMAMENTE? AUTOPUBBLICATI O DI CASE EDITRICI NOTE? COME REAGITE SE UN LIBRO HA UN EDITING NON CURATO?


QUESTIONE DI CUORE di Carmen Bruni (Fabbri) -> Recensione e Intervista all'autrice

AutriceCarmen Bruni
Genere: New Adult
Pubblicazione: inizialmente auto-pubblicato su Amazon, poi dalla Fabbri Editori, uscita 12 Marzo 2015,pp.272,  €15,90  
Parte di una serie: Primo di una serie di romanzi autoconclusivi
Livello sensualità: MEDIO
Disponibile in ebook? Si, € 6,99 

TRAMA: È difficile custodire per tanti anni nel proprio cuore un amore non corrisposto. È ancora più difficile se si tratta del migliore amico di tuo fratello. Diventa impossibile se lui ti considera poco più che una sorella. Giorgia, ventitré anni e il sogno di diventare fotografa, ogni volta giura a se stessa di lasciar perdere, di andare avanti per la sua strada e ogni volta, puntualmente, ritorna sui suoi passi. Finché qualcosa non sembra cambiare. Alessandro, dopo aver trascorso un anno a Londra per dimenticare un dolore troppo profondo anche solo da raccontare, non è più quello di prima. C’è un’ombra nuova nel suo sguardo, quella di un segreto difficile da custodire e impossibile da perdonare. E qualcosa nel suo atteggiamento verso Giorgia è cambiato: non è più protettivo, ma geloso e possessivo, e le continue battute si sono trasformate in occasioni per flirtare e sedurla. Il fatto che si sia trasferito nell’appartamento accanto a quello della ragazza rende la situazione ancora più complicata… Giorgia scopre un Alessandro diverso, che finalmente la tratta come una vera donna: la osserva, la studia, la tocca. Ormai convinta che il suo sogno si stia per avverare, Giorgia però non sa che la realtà è ben più complessa e che ci sono verità che, se svelate, sono in grado di spezzare antiche amicizie e promesse. Quale sarà il prezzo di questo amore? E che cosa nasconde Alessandro con tanta tenacia?


Giorgia ha 23 anni e ama Alessandro da quando era bambina. Non è una cotta di quelle comuni: dieci anni a struggersi per il migliore amico di suo fratello l'hanno convinta che dimenticare Ale sia quasi impossibile. Soprattutto se lui abita nell'appartamento di fronte al
Cover dell'ediz. selfie
suo. Per un crudele scherzo del destino Ale la tratta come una sorellina senza accorgersi di cosa lei provi fino in fondo. Perlomeno finché non scatta un dolcissimo e inaspettato bacio che gli lascia il sapore di Giorgia sulle labbra per giorni.
 Te ne vai così in fretta? Eccolo, un uragano che semina morte e distruzione e dopo svanisce come se non fosse mai esistito, lasciando solo il suo nome che aleggia nell’aria.
Il romanzo in alcuni punti mi ha lasciato un po' insoddisfatta, tanto che girando la pagina avevo paura di leggere proprio ciò che mi ero immaginata. I due personaggi sono caratterizzati davvero bene, forse grazie anche alla narrazione a due voci che permette di entrare nella testa di entrambi, durante la lettura i personaggi ti sembreranno i tuoi due migliori amici.
Ogni tanto avrei voluto entrare nella storia per prendere a calci Alessandro e per scuotere Giorgia fino a farla rinsavire, se leggerete il libro capirete il perché.
Scritto bene nel complesso e con quella ironia di fondo di Giorgia verso se stessa che dà nel contempo leggerezza e vitalità alla storia.
Per essere un romanzo d'esordio attendo il seguito con ansia, anche perché parlerà del fratello di Giorgia e della loro coinquilina, Annabelle, forse il personaggio che mi è piaciuto di più in questo romanzo.






INTERVISTA A CARMEN BRUNI

LMBR: Benvenuta sul blog! Leggendo QUESTIONE DI CUORE sono sicura che molte donne non abbiano fatto fatica a immedesimarsi nella protagonista: Giorgia. Un po' ironica verso se stessa ma con un'eco di insoddisfazione. Da dov'è nato questo personaggio? Avevi qualcuno in mente?
Carmen Bruni: Quando è nata Giorgia non mi sono ispirata a nessuna persona in particolare. Si è creata da sé e ogni tanto ho aggiunto un pizzico della mia ironia e delle mie paranoie, per fortuna comuni a molte donne.

LMBR: Il romanzo, inizialmente, gira intorno a un amore non corrisposto. Giorgia è innamorata di Alessandro da sempre ma lui la vede come una sorellina. La nostra protagonista cerca in tutti i modi di giurare a se stessa che lascerà perdere quell'amore che riesce a ferirla come nulla al mondo ma torna sempre nei suoi passi. Credi che sia così: che quando si ama è impossibile smettere?
C.B.: Se ami… Ami. Non si può smettere da un momento all’altro, abbassare un interruttore e tutto finisce. Forse in certi casi sarebbe bello, ma non credo che possa accadere nemmeno alle personalità più forti.

LMBR: Passiamo ad Alessandro, l'altro protagonista. E' il miglior amico di Carlo, il fratello di Giorgia, e ha un sacco di ragazze intorno. Sembra non accorgersi di Giorgia ma quando lei inizia a uscire con un altro pare geloso. E' la gelosia a fargli capire che Giorgia sia importante per lui o già
l'aveva capito e proprio per questo non può fare a meno di essere geloso?

C.B.: Alessandro gira sempre in tondo attorno a Giorgia, spinto da qualcosa che non riesce a vedere, per lui è un gesto involontario, che involontario non è. La gelosia gli fa aprire gli occhi una volta per tutte.

LMBR:  Torniamo alla storia. E' narrata a due voci, hai trovato più difficile scrivere le emozioni di Alessandro, la parte maschile, rispetto a quelle di Giorgia?C.B.:È stato più difficile narrare la parte femminile, stranamente i personaggi maschili mi vengono con una spontaneità che mi sconvolge!

LMBR:  Ho letto che stai lavorando al seguito. Puoi dirci qualcosa in proposito?
C.B.:Sì, sto lavorando al seguito di cui i protagonisti saranno Carlo e Annabelle. A proposito di questa storia posso dire che sarà molto diversa da QESTIONE DI CUORE, un amore differente. Ho chiamato di proposito questa serie Raimbow of Love perché con ogni storia volevo descrivere un tipo d’amore diverso. Con quello di Giorgia e Alessandro volevo trasparisse l’amore vero che non svanisce negli anni, qualcosa di puro. Quello di Carlo e Annabelle sarà più… molto più… Presto ve lo dirò! :D

LMBR: Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo con i tuoi futuri lavori!




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L'AUTRICE
Carmen Bruni ha poco più di trentanni. Grandissima lettrice di storie d'amore, ha iniziato a scrivere questa storia per gioco, ha continuato perchè non poteva più farne a meno. Questo è il suo primo romanzo.
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