L'EREDITIERA di Eliza Wilkins


Autore: Eliza Wilkins
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Inghilterra/USA
Pubb. Italiana: E. Wilkins, aprile 2018, pp.134, €4,99
Parte di una serie: No
Livello Sensualità: BASSO
Disponibile in e-book a € 0,99 (e Kindle Unlimited)

TRAMA: Mi chiamo Stephanie Griffiths e faccio la geisha. Rido quando quegli idioti raccontano barzellette stupide, ascolto in silenzio quando mi parlano del loro lavoro e annuisco sempre, anche quando trattano argomenti che nemmeno conosco e di cui non m’importa nulla…” Respinta dal padre ancor prima di nascere e abbandonata dalla madre in un istituto londinese, Stephanie ha soltanto due sogni: diventare un’artista famosa e incontrare il principe azzurro. A ventisei anni, tuttavia, non ha ancora conosciuto nessuno degno di quel nome, e per mantenersi è costretta a fare numerosi lavori saltuari, compreso quello che la imbarazza di più: l’accompagnatrice. 
Durante una serata organizzata dall’agenzia per cui lavora, incontra l’uomo dei suoi sogni. Sean Rogers è l’incarnazione del suo ideale maschile: affascinante e raffinato, ma ben presto lei scopre che dietro l'interesse dell'uomo, che ha richiesto la sua compagnia, si nasconde una motivazione personale e che, prima di morire, quel padre che l’ha sempre ignorata l’ha nominata erede del suo patrimonio miliardario. 
Stephanie si ritrova improvvisamente nella lista delle ereditiere più ricche di Manhattan. E mentre prova ad adattarsi al suo nuovo ruolo e affronta i parenti americani, che la considerano soltanto una bastarda, si chiede se Sean sia il principe azzurro dei suoi sogni o un cacciatore di dote...


Un proverbio dice “I soldi non danno la felicità” ma se noi chiedessimo a Stephanie Griffiths  cosa ne pensa, credo ci manderebbe a quel paese!
Stephanie è la protagonista de “L’ereditiera”, romanzo breve di Eliza Wilkins che ha il tono di una favola trasportata ai giorni nostri e che si svolge tra Londra e New York.
La ragazza è senza genitori, perchè il padre l’ha abbandonata subito e la madre l’ha affidata ad un istituto. Perciò, per sopravvivere e riuscire a laurearsi, Stephanie è costretta a fare più lavori e quello che le dà più guadagno è anche quello che lei più odia: l’accompagnatrice. Però lei ha della regole ben precise: intrattenersi con i clienti ma non andare oltre, nonostante le offerte che molti le fanno di proseguire la serata tra le lenzuola.
Chiamata espressamente ad un appuntamento di lavoro, deve accompagnare  a cena un nuovo cliente dell’agenzia, Sean Rogers. Il giovanotto è talmente affascinante che Stephanie   si chiede coma mai abbia bisogno di un’accompagnatrice e poi perché proprio lei. Il giorno dopo scopre che l’uomo che l’ ha fatta  quasi venire a compromessi con le sue convinzioni, altri non è che  un'altra delle persone che la informano della morte del padre e dell’eredità che lui, sentendosi colpevole per non averla mai cercata, le ha lascito come ultime volontà testamentarie.
Un po’ incuriosita e un po’ arrabbiata per questa notizia, e anche indignata perché si accorge di essere stata spiata nella sua vita pubblica e privata,  Stephanie accetta di trasferirsi a New York e di entrare in un mondo che non conosce e che sente ostile e pieno di pregiudizi.
A New York Stephanie  conosce i parenti, cioè gli altri beneficiari del testamento,  che naturalmente la vedono con il fumo negli occhi perché toglie loro una bella quota di milioni di dollari. Per sua fortuna Sean Rogers si dimostra un amico e la prende sotto la sua “tutela”.
Casualmente, ma non troppo, ha modo di essere avvicinata dalla donna che ha sempre rifiutato di riconoscerla,  vale a dire la vecchia matriarca della famiglia, che vede nella ragazza qualcosa di simile a se stessa.
…”Era persa ad ammirare una splendida collana di turchesi, acquemarine  e diamanti, che probabilmente aveva visto indosso soltanto  a Cleopatra e  che , presumibilmente, si sarebbe potuta permettere, quando le passò accanto un’anziana signora  che portava con disinvoltura una pelliccia di visone e un buffo cappellino, che  le copriva appena la testa tutta bianca.
Teneva tra le mani alcuni sacchetti e uno le scivolò a terra.
-Le è caduto questo signora.
Guardandola in silenzio , la donna  prese distrattamente  il sacchetto, ma prima che Stephanie si allontanasse la fermò con tocco leggero della mano.
-Grazie. Mi perdoni se ho esitato, ma…mi chiedevo chi fosse, poiché mi pare di conoscerla.
Stephanie sorrise. – E’ improbabile sono  a New York da appena due settimane.
…..-Passerà il Natale qui a Manhattan?
-No sarò già tornata a Londra.  Farò qualcosa con i miei amici.
-Non con la sua famiglia?
-Non ho famiglia . E’  una storia complicata .
-Se ha voglia di parlarne mi piacciono le storie complicate- disse la signora.
Era gentile e il suo modo di fare la invogliava a confidarsi. - Ecco…ho scoperto da poco di avere dei parenti. Ora ho un fratello molto simpatico, una sorella e …una nonna.
-Quindi ha una famiglia.
Stephanie si strinse nelle spalle. -Mia sorella non vuole conoscermi, ma capisco, data la situazione. Nemmeno mia nonna vuole e, francamente, questo non riesco ad accettarlo.”
Sarà l’avvicinamento alle nonna e la  gelosia  e l’amore per Sean a far capire a Stephanie cosa dovrà fare della sua vita.
Il romanzo è abbastanza breve e, pur non essendo particolarmente approfonditi, i suoi personaggi  si fanno amare o detestare perché il loro comportamento è comprensibilissimo.
La storia, che si svolge in un breve arco temporale,  continua sempre su due binari: voglio i soldi perché così posso migliorare la mia  vita e togliermi delle soddisfazioni , non li voglio perché questo non è il mio ambiente e tutti mi guardano  con compassione. Nel frattempo Stephanie si innamora di Sean,  quindi le piacerebbe poter vivere questo suo amore,  ma contemporaneamente teme di essere presa in giro per il suo passato, non credendosi all’altezza dell’uomo che le ha rubato il cuore dal primo istante.
Nel suo complesso è una storia di crescita nel rispetto di sé, che non vuol dire scendere a compromessi, ma prendere una strada magari sofferta, ma  con piena cognizione di causa,  se è quella che può rendere felici. Il tutto è condito da una bella e delicata scena d’amore, da una scrittura scorrevole e accurata, da una perfetta ambientazione...quindi che vogliamo di più? Forse che non fosse già finito? Leggetelo e poi mi direte!










COME INIZIA IL ROMANZO...

1   
― Che ne dici, ragazzo? L’uomo che era stato interpellato era ormai lontano dall’essere un ragazzo, perché aveva superato i trenta, anche se solo da quattro o cinque anni. Abbassò uno sguardo distaccato sulla vecchia signora, comodamente seduta su una poltrona di pelle scura, e sorrise, preparandosi con una punta di sadico divertimento all'irritazione che molto presto avrebbe cancellato quell’espressione amabile dal volto devastato dall’età, per rivelare quello che era veramente: una donna fredda e calcolatrice, indifferente a tutto ciò che non la toccava personalmente e insensibile ai legami che gli altri esseri umani giudicavano sacri. ― Direi che è carina. Niente di eccezionale ― Sean! Non fingere di non aver capito ciò che intendo!  Sean Rogers rise piano. Si alzò dal divano e si avvicinò all’elegante carrello dei liquori per servirsi da bere. Trovò la bottiglia di scotch fra altre tutte uguali in finissimo cristallo di Sèvres e con gesti lenti ne versò una piccola dose in un bicchiere. Prima di rispondere, osservò con aria indolente il raffinato contenitore, che dava un brillio strano al liquido ambrato, cercando, senza trovarla, la più piccola imperfezione. E come avrebbe potuto? Niente era imperfetto in quel mausoleo; solo quella piccola, fragile, vivace donnetta dal cuore gelido. ― Scusa, Lydia ― disse senza convinzione, guardandola con una punta d’ironia e suscitando un sorrisetto rassegnato nella signora. ― Ragazzaccio! Sai usare il tuo fascino in modo letale. Perché tu non abbia impiegato il tuo talento con Barbara, non lo comprenderò mai ― aggiunse sospirando, rimpiangendo ancora una volta quella fusione finanziaria mai avvenuta.  Sean rise divertito, e se in quel momento al posto dell’anziana signora ci fosse stata una giovane donna, questa difficilmente sarebbe riuscita a resistere alla luce che brillava nel suo sguardo e non ci sarebbero stati dubbi sulla perfetta riuscita della serata. Un osservatore attento e un po’ invidioso avrebbe detto che i contorni del suo viso erano troppo spigolosi e irregolari, che la bocca, dalla linea dura, era troppo sottile e che gli occhi, in fondo, non avevano nulla di eccezionale. Ma le donne amavano i suoi tratti virili, ed erano sempre affascinate da quello sguardo grigio, penetrante e persuasivo. Era molto alto e ben strutturato, e aveva modi impeccabili e sicuri. Un po’ arrogante, forse, ma anche questo faceva parte di quel fascino che lui possedeva in dosi massicce. ― Forse perché è mia cugina, ed entrambi ci siamo sempre visti per quello che siamo? ― replicò tranquillo. ― E poi, diciamolo, tua nipote è una ragazza viziata e insopportabile, perfetta, dopotutto, per Peter.  
La vecchia signora gli regalò un sorriso scarno. ― Come darti torto? E pensare che mio figlio trasudava soddisfazione quando quei due inutili ragazzi si sono sposati ― aggiunse con sprezzo. E tornando alla questione che le premeva, continuò: ― Ci tengo davvero a sapere cosa ne pensi.  Con un mezzo sospiro insofferente, Sean tornò a sedere e riprese fra le dita una delle fotografie sparse sul tavolino.  Si trattava di un mezzo busto che ritraeva una ragazza molto carina, con la pelle chiarissima punteggiata da lentiggini sparpagliate fra naso e zigomi. Teneva la testa lievemente inclinata di lato e i capelli rossi scendevano bagnati a sfiorare, come serpentelli, la parte superiore di quello che poteva essere un bikini coloratissimo. Sembrava una foto pubblicitaria, forse della marca di un rossetto resistente all’acqua, dal momento che in quel volto dai lineamenti puri, che pareva privo di trucco, le labbra semiaperte spiccavano rosse, lucide e invitanti.  ― Sì. Ha i tratti dei Benson, anche se è più carina ― disse, sicuro di non offendere la vecchia signora. ― Ma perché vuoi il mio parere? Gli investigatori ti hanno già confermato che si tratta della figlia di Stephen. C’è anche una prova del DNA, carpita da qualcosa che lei ha toccato o perso. Quella ragazza negli ultimi mesi è stata più controllata di un presidente.  La signora annui. ― I test sono stati tre. Persino Peter è stato costretto a rassegnarsi, se pur a malincuore. Sai quanto sia attaccato agli spiccioli. ― Non chiamerei spiccioli un miliardo e mezzo di dollari, che soltanto fino qualche mese fa lui credeva sarebbero stati divisi in tre, anziché in quattro ― replicò Sean, sorridendo divertito. ― Fa la modella, la piccola? ― Sì, di intimo e costumi da bagno. Uno dei tanti lavori a cui si è dedicata da quando è uscita dal collegio, e sono otto anni, ormai. Al momento crea qualche illustrazione; saltuariamente fa la baby sitter, la supplente in una scuola media e, purtroppo, anche l’hostess per serate.  Sean sentì il disagio nella voce della signora. La ragazza, in realtà, non era cresciuta in collegio, ma in un orfanotrofio, e ci era rimasta per molto tempo, poiché, avendo già otto o nove anni quando era stata portata via alla madre dai servizi sociali, non era adottabile. Prima ancora che nascesse era stata ignorata dal padre, Stephen, l’unico rampollo di Lydia, che sei mesi prima, malato e consapevole della propria imminente dipartita, era stato preso da un tardivo rimorso. L’aveva quindi fatta cercare e l’aveva nominata erede alla pari con la moglie e gli altri due figli legittimi.  ― C’è in giro altro? Se fa la escort potrebbe anche… ― No! ― si affrettò a dire la signora Benson. ― Certo che non hai peli sulla lingua! ― aggiunse guardandolo ruvida. ― Niente roba scandalosa su quei vostri giornalacci. Direi che basta e avanza quel lavoro di… accompagnatrice. Davvero molto imbarazzante! Ho fatto prendere informazioni sull’agenzia che le dà lavoro. Il proprietario si ammanta di un rigore che, in realtà, non possiede; pubblicizza la sua attività offrendo compagnia per importanti serate e cene d’affari, ma spesso le ragazze hanno appuntamento con un solo uomo.  Sean assentì. Molte società si servivano di agenzie come quelle. Il servizio era raffinato, di solito all’altezza dell’esborso. Le escorts non erano solo attraenti, ma anche intelligenti e in grado di stare con discrezione in gruppi di un certo livello. Niente a che vedere con le prostitute che alcuni uomini d’affari, lontani da casa, si facevano mandare in hotel. Tuttavia, anche se l’agenzia avesse preteso un comportamento immacolato da parte delle ragazze, non tutte avevano le ali, ed era possibile che alcune arrotondassero le loro entrate con eventuali dopo cena. ― Per quanto la riguarda… ― continuò la signora, puntando l’indice sulla fotografia ― puoi scommettere che se la situazione fosse stata… piccante, il caro Peter non si sarebbe fatto scrupoli a spiattellarmela in faccia. Sono sicura che quel ficcanaso abbia sguinzagliato i suoi investigatori subito dopo aver saputo di questa nuova erede. Non essendo un Benson, né un successore diretto, per correttezza sarebbe dovuto starne fuori ―. Tamburellò con le dita sul bracciolo della poltrona. ― Sono arrabbiata. Stephen non avrebbe dovuto tenermi all’oscuro di questa storia, affidando la questione a Manson Shenner.  ― Era il suo avvocato, Lydia. Un amico fin dai tempi dell’università, il suo consuocero e… stava morendo. Non credo che Manson si sia sporcato la reputazione parlandone con il figlio, conoscendo gli interessi che orbitavano intorno a questa storia.  ― Sì, lo credo anch’io. Per me è stato uno shock venire a conoscenza di questa storia alla lettura del testamento; tuttavia Peter e Barbara erano allibiti anche più di me. Ma tornando a Stephanie, le notizie che la riguardano sono poco incoraggianti e, alla fine, sembra solo una piccola sbandata, incapace di tenersi un lavoro. Fra una cosa e l’altra, studia, questo non si può negare. Conservazione e restauro in una scuola d’arte a Londra. Allora, farai quello che ti chiederò? ― aggiunse, tornando al motivo per cui lo aveva invitato nel suo palazzetto a Gramercy Park. ― Stephanie… commovente ― commentò cinico Sean. ― Un omaggio a zio Stephen ―. Posò di nuovo la fotografia sul tavolino lanciando poi un’occhiata a un altro scatto, in cui la ragazza era ripresa con addosso un top che lasciava scoperto l’ombelico e un paio di leggins, che le fasciavano le gambe lunghe dalle cosce ben tornite. ― Presumo sia perfetta per pubblicizzare biancheria intima ― disse a voce bassa, quasi a se stesso.  ― Sean! ― Scusa ancora, Lydia, ma è davvero carina. Se la madre era come lei, non si può certo condannare tuo figlio per quella scappatella. Che tipo è: gentile, arrendevole, manovrabile? Cosa hanno detto gli investigatori?  ― Sembra che abbia un carattere grintoso e irascibile.  ― Allora piacerà ancora meno. Se fosse stata un’orfanella timida, magari bruttina, del genere che fa tanta tenerezza e compassione per quello che ha passato, sarebbe diverso. Questa non ispira compassione, anzi… ― Lanciò un’occhiata all’anziana signora e preferì non dire cosa ispirava quella ragazza per non doversi scusare per la terza volta. ― Neanche un mostro farebbe pena se potesse contare su un patrimonio personale di quasi quattrocento milioni di dollari ― esclamò vivacemente la signora Benson. ― In ogni caso la cosa non mi preoccupa in modo particolare: non m’importa dei sentimenti di quella sciocchina di mia nuora, né di quelli di Barbara. Charles è influenzabile, lo sappiamo, e va dove tira il vento; e Peter... pensa soltanto a quei milioni che non incasserà più sua moglie e alla sua traballante poltrona di vice presidente alle Benson & Co. Sapevi, naturalmente, che mia nuora voleva impugnare il testamento? ― Sì. Zia Fanny me ne ha parlato e, francamente, le ho
sconsigliato di muoversi in quel senso. Una cosa simile provocherebbe un’immediata caduta delle Benson sul mercato azionario, e anche se trovo che Stephen abbia esagerato a lasciare a quella sconosciuta ragazzina un quarto del suo patrimonio, sollevando tutto questo vespaio, le cose devono restare come sono.  La signora Benson annuì. Naturalmente mal tollerava che una parte così consistente del patrimonio di suo figlio finisse fra le mani di un’oscura ragazza di dubbia rispettabilità, che biologicamente risultava essere sua nipote ma che, in realtà, era un’estranea. Tuttavia gli interessi che gravitavano intorno alla loro famiglia erano tanti e quell’idiota di Peter sarebbe dovuto essere il primo a dissuadere quella svanita di Fanny.  ― Anch’io la penso così. È incredibile come tu mi somigli! Magari fossi mio nipote. Da bambino mi chiamavi nonna, ricordi? 

L'AUTRICE DICE DI SE'...

Elizabeth Wilkins è lo pseudonimo che usavo anni fa, quando pubblicavo con Fabbri e Curcio e ho pensato di riutilizzarlo per la pubblicazione di romanzi brevi come questo.
Solitamente le lettrici mi conoscono con il mio vero nome, Miriam Formenti. Sono nata a Brescia, ma all’età di vent’anni mi sono trasferita a Milano e lì mi sono sposata. Ho sempre avuto molta fantasia e fin da ragazzina immaginavo storie che per la verità non mettevo mai su carta. Amavo molto leggere ma non avevo mai creduto, né sognato, che un giorno sarei potuta diventare una scrittrice. Questo fino a quando, quasi per gioco, ho scritto le mie prime pagine.
Ho scoperto che era divertente scrivere e lo facevo ogni volta che potevo, rubando magari anche un po’ di tempo alla famiglia. Non ho mai considerato quanto scrivevo solo mio, quindi, terminati quasi contemporaneamente due romanzi, ho fatto il mio tentativo con una casa editrice e ho avuto la sorpresa, ma anche la soddisfazione, di vederli accettati. Da quel momento ho pubblicato altri romanzi contemporanei, romance storici e più di quattrocento fra racconti e romanzi brevi per due fra le più importanti riviste di narrativa femminile.

Sarò felice di ricevere le vostre visite sul mio sito: 
www.miriamformenti.altervista.org  ,  e per chi lo desidera può contattarmi su Facebook o al  mio indirizzo di posta miriam.formenti@fastwebnet.it  .

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DUCA DEI MIEI PIACERI di Elizabeth Hoyt (Mondadori)

Autrice: Elizabeth Hoyt
Titolo originale: Duke of Pleasure
Traduttrice: Lucia Rebuscini
Genere: Storico
Ambientazione:  Inghilterra, 1742
Pubblic.  originale: Grand Central Pub (24 novembre 2016),  pagg. 309
Pubblic. italiana: Mondadori, coll.Passione nr.163, aprile 2018,  pagg.283
Parte di una serie:  11° serie Maiden Lane
Livello sensualità:  ALTO
Disponibile ebook a € 3,99

TRAMA: Londra, 1742. Abbandonata in tenera età dalla madre, Alf è stata costretta a fingersi un ragazzo per poter sopravvivere nel quartiere più depravato della città e ha iniziato la carriera di informatrice al servizio dei nobili. Quando calano le tenebre, però, protegge gli indifesi da ladri e malfattori, vestendo i panni del Fantasma di St Giles! Accade così che una notte intervenga in aiuto del duca di Kyle, salvandolo dai criminali che l'hanno aggredito, ma il duca si accorge che sotto i panni del Fantasma si cela una donna dal fascino irresistibile…


N.B.: Questa recensione si basa sulla versione italiana del romanzo. Una delle cose che non ha convinto a pieno Piera è che in diversi parti sembra manchino dei riferimenti... forse non è un caso visto che  la versione originale in ebook consta di KB 1297 mentre la versione italiana Mondadori solo di KB 698. Nel cartaceo ci sono 283 pagine in quello italiano, 309 nell'originale ... insomma, sono ben 26 pagine  (con spaziatura fitta) che mancano all'appello nella versione italiana, mica noccioline! 

Siamo a Londra, poco prima della metà del Settecento, e Hugh Fitzroy  duca di Kyle che rincasa dopo un ricevimento, viene aggredito, vicino al Covent Garden, da un gruppo di uomini. Trovandosi in difficoltà, pensa che gli scoccerebbe morire  per non lasciare soli i due figli, di sette e cinque anni che hanno perso da pochi mesi anche la madre, ma anche perché vorrebbe godersi ancora un po’ la vita. Ed ecco che la sorte lo aiuta perché dall’alto scende colui che tutti chiamano il “fantasma” e gli dà una mano trascinandolo in un interno semi diroccato dove fa una cosa strana...
…”Qualcuno piombò giù dal cielo proprio di fronte a lui.
Affrontò i suoi aggressori muovendosi con incredibile agilità.
Difendendolo con coraggio.
Con due spade.
Hugh riuscì a rimettersi in piedi barcollando, accecato dal suo sangue…quando era stato ferito?
E vide …un ragazzo? No, un UOMO esile, con una maschera grottesca, in abiti variopinti, con un cappello floscio e alti stivali, che si batteva coraggiosamente contro i suoi assalitori. Hugh ebbe appena il tempo di pensare: ”E’ pazzo”, prima che il suo difensore gli cadesse addosso.
Hugh lo sostenne e formulò un altro pensiero: “Ha le tette?”
…Guardò la donna mascherata. Era minuta, gli arrivava a malapena alle spalle. Come aveva fato a salvarlo da morte certa e ignobile? Eppure era andata cosi: lo aveva fatto.
-Grazie- disse impacciato. Si schiarì la voce. –Io…
Lei sorrise, mettendo in mostra i denti bianchi, poi gli cinse la nuca con la mano sinistra, lo attirò a sé.
E lo baciò.”
E a cosa pensa il nostro duca? Non che per poco  ci ha lasciato la pelle…no! Pensa al bacio e già ha pensieri sconci!
Al mattino si riprende dai sogni di fantasia e manda a chiamare Alf, il ragazzo che tutto sa dei bassifondi di Londra e di ciò che si muove nell’ombra.  Ma noi sappiano che il giovane è in realtà una “lei” e tra un duello e un incontro/scontro con parentesi bollente, anche Hugh (finalmente) si rende conto che il ragazzo/ragazza è anche “il fantasma” (era ora!).
…”Il mattino seguente, Hugh si svegliò  con una prepotente erezione, il vago ricordo di un sogno che riguardava un ragazzo  mascherato che si era tramutato in una donna spregiudicata.
Con un grugnito si mise a sedere  sul letto, massaggiandosi le tempie. Non aveva proprio bisogno di una cosa simile nella sua vita.  Il Fantasma lo attirava verso di sé come il fuoco fatuo con le sembianze  di una donna che combatteva come se danzasse.
Alf, come donna, era molto pericolosa.
Lui non voleva conoscerla. Non voleva prendersi cura di lei, preoccuparsi per lei, desiderarla.”
L’amica Iris Daniel, lady Jordan, scopre un diario della defunta moglie del duca e, dopo averlo letto, gli mette una pulce nell’orecchio: la morte della duchessa (che non era un esempio di virtù coniugale) non è stata accidentale ma forse provocata apposta da coloro che  sono il filo conduttore di tutta la serie fin qui scritta dalla Hoyt: I Signori del Caos.
Occorre quindi inventarsi qualcosa per cercare delle prove sulla loro identità e quale miglior occasione del ballo in maschera  di  Lord Dowling  per il quale, Iris ha un invito per tre persone? Alf, riconoscendo il proprio sesso, accetta malvolentieri di parteciparvi travestita da dama! E dico travestita perché lei è sempre stata vestita da uomo e non sa muoversi nei suoi veri panni.
Al ricevimento stanno per essere scoperti, perciò  sostengono un duello ( lei in abiti femminili e con il panier?) e fuggiti nel giardino come pensano di ingannare chi li insegue? Fingendo un rapporto orale che , nonostante le situazione pericolosa, portano a termine!
Poi la storia prosegue fino ad una conclusione, con tanto di coda che prelude ad una prossima puntata della serie.  E qui non ho ben capito a chi si riferisse l’autrice  perché  parla di una donna con un abito color pesca ma lo attribuisce ad una signora che dovrebbe indossarne uno bianco a fiori viola… ma forse ho capito male io.
Ed ora veniamo al mio pensiero su questo romanzo: quasi incredibile come storia!
Già il fatto che nessuno si sia accorto del travestimento di Alf mi ha fatto pensare che non lo guardassero mai in viso e non si curassero del suo aspetto ma solo della sua capacità di spia, ma che anche Kyle non lo vedesse  a due passi di distanza,  è un poco credibile.
Anche la ricerca degli assassini è fumosa e lasciata un po’ a margine, come se quello non fosse l’incarico che il re gli ha assegnato come missione…il re che è il padre naturale del duca che ha riconosciuto questo figlio avuto da una cantante e che per lui ha creato un ducato ad personam!
Quello che non manca è la voglia di sesso e qualche incontro bollente anche quando c’è la minaccia di morte sulla loro testa. In questo devo dire che la Hoyth ci sa fare.
La lettura è scorrevole ma la sensazione che ho avuto è che ci fossero dei buchi nella trama e che si sia voluto far procedere il racconto per arrivare alla fine.
Sono andata a curiosare e ho visto in uscita su Amazon, in versione francese, il successivo episodio, il dodicesimo :” Quand tombent les masques”,cioè "quando cadono le maschere". Sarà l’ultimo visto il titolo? In realtà in inglese si intitola "Duke of Desire", perciò il dubbio mi rimane.
Se lo consiglio? Mah, se si desidera una lettura con un po’ di avventure, sesso e un bel finale, certo è un romanzo da leggere, non si deve però cercare di approfondire perché si troverebbe parecchia illogicità. Pollice alto invece per i bimbi, che fanno tanta tenerezza, e perchè l'autrice ci presenta una donna che è gelosa della rivale ma le diventa amica e questa amicizia fra donne per me in un romance è già un voto in più!










LA SERIE MAIDEN LANE
1. Wicked Intentions (2010) - Ed. italiana: MALIZIOSE INTENZIONI, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 80,gennaio 2013 - Leggi QUI la ns recensione Lazarus Huntington e Temperance Dew
2. Notorious Pleasures (2011) - Ed. italiana: BISTICCI D'AMORE, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 88, maggio 2013 - Lady Hero Batten  eGriffin Remmington, Lord Reading
3. Scandalous Desires (2011) - Ed. italiana: UN TESORO DI AMORE, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 91, luglio 2013- Silence Hollingbrook e "Charming" Mickey O'Connor 
4. Thief of Shadows (2012) Ed. italiana: AMABILE SEGRETO, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 99, novembre 2013 - Leggi QUI la ns recensione - Winter Makepeace e Lady Isabel Beckinhall
5. Lord of Darkness (2013) - Ed. italiana: MASCHERA D'AMORE, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 105, gennaio 2014 - Godric St. John e Lady Margaret "Megs" Reading 
6. Duke of Midnight (2013)- Ed. italiana: IL DUCA DI MEZZANOTTE, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 110, maggio 2014 - Leggi QUI la ns recensione - Maximus Batten e Artemis Greaves
7. Darling Beast (2014) - Ed. italiana: EPPURE TI AMO, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 126, aprile 2015 - Leggi QUI la ns recensione Apollo Greaves e Lily Stump
8. Dearest Rogue ( 2015) - Ed. italiana: MIA ADORABILE CANAGLIA Mondadori, I Romanzi Passione,nr 140, giugno 2016 -  Lady Phoebe Batten e Captain James Trevillion
9. Sweetest Scoundrel (2015) - Ed. italiana: DOLCISSIMO FURFANTE,  Mondadori, I Romanzi Passione,nr 151, giugno 2016 - Asa Makepeace e Eve Dinwoody
10. Duke of Sin (2016) Ed. italiana: DUCA DEI MIEI PECCATI, Mondadori, I Romanzi Passione, nr 156, ottobre 2017 - Valentin Napier, duca di Montgomery Makepeace e Bridget Crumb
10.5 Once Upon A Moonlit Night (2016) - novella in ebook -  Hippolyta Royle e Matthew Mortimer
 11. Duke of Pleasure (2016) - Ed. italiana: DUCA DEI MIEI PIACERI, Mondadori, I Romanzi Passione,nr 163, aprile 2018 - Hugh Fitzroy duca di  Kyle e Alf
12. Duke of Desire (2017) 


LEGGI QUI IL NOSTRO POST RIASSUNTIVO SULLA MAIDEN LANE SERIES

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L'AUTRICE
La calda Big Easy, New Orleans, cresciuta nel freddo Minnesota, a St.Paul, Elizabeth Hoyt ha avuto da ragazza l'opportunità di poter viaggiare spesso con la sua famiglia, soprattutto in Gran Bretagna, dove trascorre lunghi periodi tra la Scozia e Oxford. Che nella vecchia Inghilterra sia nata la sua passione per il romanzo storico? 
Dopo gli studi in arte e antropologia alla Wisconsin University, incontra il futuro marito (archeologo) mentre lavora ad alcuni scavi. Oggi Elizabeth vive in Illinois con Mr.Hoyt (Hoyt è il cognome del marito), i loro due figli e tre cani scatenati adottati dal canile locale. Tra le sue passioni l'archeologia, la lettura, naturalmente ( Suzanne Brockmann è fra le sue autrici preferite), e il giardinaggio. Non è una scrittrice precoce. Incomincia a scrivere a 35 anni. Ma lo fa subito bene. Il suo primo romanzo,The Raven Prince/ Il principe e la preda, lascia il segno. Da quel momento Elizabeth Hoyt diventa una delle regine dell' historical romance americano.

VISITA IL SUO SITO: http://www.elizabethhoyt.com/

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IL SEGRETO DI EVA di Amy Harmon (Newton Compton)

Autrice:  Amy Harmon
Titolo originale: Fron Sand and Ash
Traduttrice:  Marialuisa Amodio
Genere: Storico/ Contemporaneo
Ambientazione:  Italia
Pubbl.originale: LakeUnion Publishing, 2016, pp.372
Pubbl.italiana:  Newton Compton, marzo 2018, pp.380, €10
Livello sensualità: MEDIO
Parte di una serie:  No
Disponibile in ebook a  € 5,99

TRAMA: 1943. La Germania occupa gran parte dell’Italia e le deportazioni degli ebrei aumentano di giorno in giorno. Fin da bambini Eva Rosselli e Angelo Bianco sono cresciuti come una famiglia, divisi solo dalla religione. Con il passare degli anni si sono innamorati, ma per Angelo è arrivata la vocazione e, nonostante i suoi profondi sentimenti per Eva, ha preso i voti. Adesso, più di dieci anni dopo, Angelo è un prete cattolico ed Eva è una donna ebrea che rischia la deportazione. Con la minaccia della Gestapo in avvicinamento, Angelo nasconde Eva tra le mura di un convento, dove Eva scopre di essere solo una dei tanti ebrei protetti dalla Chiesa. Ma la ragazza non riesce proprio a stare nascosta, in attesa della liberazione, mentre Angelo rischia la vita per salvarla. Con il mondo in guerra e le persone ridotte allo stremo, Angelo ed Eva affrontano sfida dopo sfida, scelta dopo scelta, fino a che il destino e la fortuna non decideranno di incontrarsi, lasciandoli stremati davanti alla decisione più difficile di tutte.Una storia d'amore nascosta sotto le macerie della seconda guerra mondiale


Angelo Bianco è cattolico, con una protesi alla gamba, nato in America e mandato in Italia all'età di 11 anni a vivere coi nonni che sono a servizio della famiglia Rosselli di religione ebraica.
Eva Rosselli, 9 anni, bella, brava e vissuta in una famiglia benestante in cui tutti i componenti si danno sempre da fare per stare insieme ed essere il più possibile sereni.
Il destino di Angelo è segnato: dovrà farsi prete e nonostante i due ragazzi crescano come fratello e sorella, sanno che quello che provano, una volta diventati adulti, è un sentimento profondo che il protagonista combatterà in ogni modo.
Sopraggiunge la guerra, l'occupazione tedesca, le deportazioni degli ebrei e tutto ciò di terribile che la storia ci ha insegnato e che moltissimi hanno vissuto.
A dir la verità quando ho capito che il libro verteva sull'amore di questa coppia in un periodo così tragico e pericoloso, mi era balenato per la mente di non proseguire. Leggere fatti veri mi faceva intristire e riflettere sull'incapacità umana di coloro che ambiscono solo al potere e alla loro bestialità, (non voglio offendere gli animali) arroganza, cattiveria e frustrazione che esercitavano su esseri indifesi, ma non ho potuto fare a meno di proseguire, perché anche se c'erano rabbia, tristezza, impotenza per i fatti veramente accaduti, l'esposizione è stata tale che ho voluto andare fino in fondo.
L'epilogo roseo c'è, ma la bravura dell'autrice, secondo me, non sta tanto nell'aver inventato una storia d'amore tra Angelo ed Eva, quanto la capacità di amalgamare la vicenda nella Storia e nei personaggi reali.
É chiaro che le brutture, come le Fosse Ardeatine, o la caccia all'oro che i tedeschi hanno perpetrato casa per casa ti lasciano sgomenta, non per questo si deve ignorare ciò che è capitato davvero.
Un libro che ho iniziato a leggere un po' restia, ma che poi mi ha conquistato del tutto.








COME INIZIA IL ROMANZO...
24 marzo 1944
Angelo dormiva già da un po’ sull’erba bagnata accanto alla strada, ma quella notte faceva freddo e lui indossava solo una tonaca leggera, perciò si svegliò scosso dai
brividi. Bastò quel piccolo movimento a strappargli un gemito, ma almeno il dolore al fianco destro servì a rianimarlo. Non vedeva niente e aveva la bocca così secca che leccò la rugiada sull’erba accanto al viso. Doveva muoversi per scaldarsi e doveva muoversi per trovare dell’acqua. Doveva muoversi per trovare Eva.Si sforzò di alzarsi e mosse un passo, poi un altro, cercando di convincersi che camminando avrebbe sentito meno dolore che restando sdraiato. Ogni respiro bruciava ed era sicuro di avere qualche costola rotta. Il buio e la gamba ferita rendevano ogni passo precario, ma trovò la postura meno dolorosa e si diede un ritmo, zoppicando sulla via Ardeatina verso Roma. Per lo meno sperava di essere diretto a Roma. Che Dio l’aiutasse, se stava tornando indietro. Riusciva a malapena a vedere con l’occhio destro, il sinistro era chiuso da tanto era gonfio e il naso era rotto. Non la riteneva una gran perdita. Dopotutto, non era mai stata la sua parte migliore. Gli mancavano tre unghie della mano destra e il mignolo della sinistra era spezzato. A un certo punto inciampò e cadde, appoggiandosi sul mignolo storto per riprendere l’equilibrio. Il dolore atroce gli fece girare la testa e lottò per rimanere cosciente. Si mise in ginocchio, con cautela, per gemere una preghiera alla Madonna, implorandola di aiutarlo ancora. Fu accontentato e si rimise in marcia.
Non doveva essere molto lontano dalla chiesa di Santa Cecilia in Trastevere. Otto chilometri, forse? Ma procedeva così lentamente che ci avrebbe messo ore ad arrivarci e non sapeva quanto mancasse all’alba. Le tenebre erano benvenute, se lo tenevano nascosto. Tutti lo davano per morto ed era più sicuro se avessero continuato a crederlo. Pensò all’aspetto che doveva avere: i capelli impiastricciati di sangue e sporcizia, la tonaca sudicia e puzzolente di sudore e morte. La indossava da tre giorni. Sembrava un messaggero dell’inferno anziché un soldato dell’esercito di Dio.
Sapeva che c’era un’altra chiesa lungo la strada. Tutte le strade di Roma ne avevano almeno una. Cercò di ricordare il nome del prete, ma non ci riuscì. Nei pressi c’era anche un monastero, e una scuola. Vi aveva sistemato alcuni profughi. Bambini. Ebrei. Ma la strada era tranquilla. Non aveva visto un’anima da quando erano passate rombando le camionette cariche di soldati tedeschi, armi ancora calde e casse di cognac vuote, lasciandosi alle spalle le antiche cave e le catacombe. Ospitavano nuovi morti adesso. I vecchi fantasmi erano stati sfrattati dalle Fosse Ardeatine.
Ci mise una dolorosa eternità a raggiungere la chiesa, ma affrettò il passo quando vide la fontana. Ci cadde praticamente dentro, di faccia, rischiando di affogare quando emise un rantolo di dolore e inalò l’acqua anziché inghiottirla. Era salmastra e probabilmente l’avrebbe fatto ammalare, ma era la cosa migliore che avesse mai assaggiato. Bevve a
sazietà e si rialzò, cercando di non urlare quando sfiorò la superficie ghiacciata con le dita massacrate. Si lavò meglio che poté, pulendo il sangue e il fango dai capelli e dalla pelle. Se non fosse arrivato a destinazione prima dell’alba, voleva almeno rendersi presentabile; inoltre l’acqua gli diede una sferzata di vita.
Trasalì per lo spavento quando scorse un’ombra incombere su di lui, ma si accorse subito che era solo un uomo di pietra. Una statua. La statua lo guardava con raggelata compassione, tendeva le mani, ma non poteva aiutarlo. Angelo non conosceva il nome del santo né il significato di quella statua – gli sfuggiva anche il nome della chiesa – ma qualcosa in essa, la solennità dell’espressione, la malinconica accettazione espressa dalla postura, gli ricordarono il San Giorgio di Donatello e il giorno in cui aveva ricevuto la vocazione.
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USCITE RECENTI DI AMY HARMON IN ITALIANO

Hai cambiato la mia vita (2017)
Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel “figlio del crack” con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d’amore. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

Sei il mio sole anche di notte (2015)
Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé? Leggi QUI la ns recensione. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE

Amy Harmon sapeva già da piccola che scrivere era qualcosa che avrebbe voluto fare nella vita e crescendo si è dedicata alla scrittura di canzoni e racconti. Essendo cresciuta in campagna senza televisione, con solo i suoi libri e i suoi fratelli con cui intrattenersi, Amy ha sviluppato un sesto senso per ciò che rende buona una storia. Nella sua vita l'autrice è stata speaker motivazionale, insegnate di scuola media, mamma/insegnate a casa e membro del coro Saints Unified Voices, diretto da Gladys Knight, vincitore di un Grammy Award. Nel 2007 ha pubblicato un CD intotolato What I Know e ha scritto cinque romanzi.

VISITA IL SUO SITO: http://authoramyharmon.com/



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